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Airbag, come funziona?

airbag[1]Possiamo di certo considerarlo come il sistema salvavita per eccellenza a bordo dei veicoli a quattro ruote. Parliamo chiaramente dell’ormai imperante sistema Airbag. Cerchiamo di capirne quindi essenzialmente il funzionamento e da dove proviene la capacità di diminuire i traumi e le morti.

Iniziamo col dire che la prima intuizione di un sistema a cuscino capace di salvare la vita la ebbe un tale John W. Hetrick quando nel 1952 evitò un incidente mortale mentre si trovava in auto con moglie e figlia. Depositò il brevetto nell’agosto dello stesso anno con richiesta esaudita l’anno successivo, seguito dal tedesco Linderer che aveva sperimentato un medesimo sistema a cuscino gonfiabile.

Dopo diversi esperimenti condotti da Ford e General Motors, queste stesse case americane cominciarono ad offrirlo in optional già a partire dalla fine degli anni ’70. Si ricorda che già nel 1973 la Oldsmobile Toronado risulta essere la prima auto provvista di airbag per il passeggero. Dopo diversi esperimenti, condotti anche da Mercedes, il primo incidente d’auto equipaggiate con Airbag avviene nel marzo 1990; i guidatori sono pressoché illesi, arriva la consacrazione della validità dell’Airbag.

Veniamo al funzionamento che possiamo definire decisamente semplice. Un sensore d’urto collegato ad una centralina elettronica rileva, al momento dell’incidente, una decelerazione violenta analizzata da quest’ultima su parametri di velocità già preimpostati decidendo la velocità di gonfiaggio del cuscino. Inviando un segnale di accensione al detonatore provoca un’esplosione che accende l’azoturo di sodio. La capsula subendo un’esplosione che produce grandi quantità di azoto fa gonfiare il cuscino ad una velocità di 30-50 millesimi di secondo. Ma come si sgonfia? Tramite la pressione del viso, nel caso di Airbag frontale, il cuscino si sgonfierà lentamente tramite appositi fori posizionati sulla parte posteriore.

Inutile dire che l’Airbag è un prodotto monouso, una volta utilizzato andrà sostituito con prezzi che variano tra i 200 e i 1000 euro.

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