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Autopilot, un secondo incidente mortale

Tesla AutopilotDiventano due gli incidenti mortali imputabili al momento al sistema Autopilot di Tesla. Si è saputo di un incidente mortale in Cina, dopo il primo episodio registrato in Florida. La notizia è recente anche se il fatto vero e proprio sarebbe datato gennaio 2016, venuto alla luce soltanto adesso per via dell’apertura di una causa legale.

La causa legale nei confronti di Tesla è stata aperta, presso la corte di Pechino, dai genitori del 23enne coinvolto nell’incidente mortale. Il giovane infatti stava utilizzando la Tesla Model S del padre su un tratto di autostrada nella regione Hong Kong – Macao, improvvisamente però sulla sua stessa corsia in video si vede un grosso camion che pare essere fermo. Si percepisce dal filmato che la Tesla non frena e non riduce la velocità, lo scontro quindi è inevitabile, l’auto tampona violentemente il camion. Lo scontro non lascia scampo al guidatore che purtroppo muore sul colpo.

La risposta di Tesla all’accaduto è affidata ad un comunicato che in poche parole esprime qualche dubbio sul effettivo utilizzo dell’Autopilot in quel momento. Infatti, vista la gravità dell’incidente il sistema che prevede l’acquisizione di dati e il successivo invio alla fabbrica non è riuscito a verificare se realmente in quel momento si stava utilizzando il sistema di guida semiautomatica Autopilot, o meno. C’è da dire che Tesla mette in principio le mani avanti sull’utilizzo dell’Autopilot, soprattutto riguardo le modalità di utilizzo; il manuale prevede l’obbligo di continuare a rimanere vigili anche mentre il sistema è attivo. In questo modo il guidatore sarà in grado di intervenire qualora si presentasse un problema o un’emergenza qualsiasi.

È incluso il fatto che l’Autopilot potrebbe anche non rilevare oggetti posti anteriormente alla vettura, che si muovono repentinamente cambiando corsia da un momento all’altro, quando la velocità supera gli 80 km/h.

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