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BOLLINO BLU? VEDIAMO INSIEME COSA E’ E COSA E’ CAMBIATO

bollino bluQuanti di voi avranno mai sentito parlare del “Bollino blu”? No signori, non è il caratteristico contrassegno della rinomata marca di  banane, bensì è un adesivo che va posizionato in modo visibile sul proprio autoveicolo, il quale attesta che le emissioni inquinanti provenienti dallo scarico, rispettano i limiti di legge.

Proprio nell’anno in corso tuttavia potremo assistere ad un sostanziale cambiamento riguardante la periodicità dei controlli; infatti si prospetta che per auto e moto «a decorrere dall’anno 2012 il controllo obbligatorio dei dispositivi di combustione e scarico degli autoveicoli e dei motoveicoli, ove previsto, è effettuato esclusivamente al momento della revisione obbligatoria periodica del mezzo». Tradotto in soldoni significa che per le autovetture sarà da farsi entro i primi quattro anni e poi nei seguenti due; un pensiero in meno da tenere a mente tra i tanti quotidiani.
Ma quanti di voi ne avevano mai sentito parlare? E a cosa serve?
Fare il controllo dei gas di scarico per ottenere il “Bollino Blu“, prerogativa importante per poter circolare nei centri abitati, altro non è che un “lascia passare” il quale attesta che l’automobile è in rispetto con le leggi in materia di inquinamento.

Per poter far controllare il proprio autoveicolo, ed eventualmente ottenere il contrassegno, basta semplicemente recarsi in una autofficina autorizzata e nei centri di revisione convenzionati.

Il costo massimo del controllo è fissato a massimo 15,00 euro (IVA inclusa) mentre, qualora quest’ultimo coincida con la revisione periodica del veicolo, il costo della verifica sulle emissioni sarà di 4,00 euro (IVA inclusa).

Nell’anno in cui viene fatta la revisione, la quale comprende anche il controllo delle sostanze inquinanti emesse, non c’è bisogno dell’esposizione del Bollino Blu per circolare in città.

Sono soldi ben spesi visto e considerato che la mancata esposizione durante la marcia comporta una multa minima di 78 euro.
Il bollino blu è diventato col tempo obbligatorio in molti comuni italiani ed è valido su tutto il territorio nazionale, per tutti i veicoli a motore immatricolati da almeno 4 anni di proprietà di persone, enti o società.

Tuttavia è opportuno precisare che tale contrassegno non è obbligatorio per chi ha un autoveicolo immatricolato da meno di 4 anni, per i veicoli privi di emissioni (con motore elettrico), per i veicoli delle forze dell’ordine e per tutti quelli non aventi targa civile ed in ultimo, per i mezzi d’epoca registrati come tali nell’apposito albo.

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