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Con le auto intelligenti andremo pure sulla luna, ma la privacy?

Google e Apple hanno spostato le loro battaglie concorrenziali nel settore auto, Marchionne di Fiat sta legando le proprie strategie nel mercato produttivo asiatico aprendo accordi con le aziende cinesi, al centro di tutti questi movimenti apparentemente scollegati ci sono le tendenze dei nuovi automobilisti americani, asiatici e anche europei dove la crisi non ha colpito troppo le tasche tanto da indurre ad un calo delle immatricolazioni come sta avvenendo in Italia. Da New York e altre grandi aree americane la richiesta di “veicoli intelligenti” è sempre più alta ed è per questo che Google, collegato ad Android, e Apple spostano le loro novità in un settore che è stato il primo a sperimentare la produzione di massa fordiana e che ha dato vita al nostro sistema industriale odierno. I consumatori chiedono macchine equipaggiate di potenti pacchetti di comunicazione, computer, sistemi di integrazione digitale e possibilmente touch screen o, ancor più futuristico, eye-control o voice-control. Ma andiamo per ordine, l’integrazione di sistemi multimediali aiuta il guidatore ad orientarsi meglio e le autorità a controllare meglio chi infrange le leggi, si stanno infatti studiando dei protocolli da applicare i veicoli per monitorare al meglio velocità, soprattutto della cosiddette “macchine senza conducente”. La realtà di collegamento fra tutte queste varianti è sempre e solo una: Internet. Le automobili come i telefonini, i televisori, i computer e altri dispositivi sono collegate ad internet e quindi tramite social network e altri servizi dove andiamo e come è visibile a tutto e tutti. Nasce quindi una preoccupazione la tutela della privacy driver e ne parla il Ceo di Ford Alan Mulally in occasione della settimana Detroit Auto Show, il dirigente sta collaborando con le autorità distrettuali per la regolamentazione della tutela privacy dei dati di guida. Alan Mulally ha discusso con blogger e giornalisti della presenza e dell’importanza delle nuove tecnologie nelle automobili riflettendo sull’importanza di riflettere e considerare i confini e le linee guida con cui si deve operare e ha specificato il modus operandi dell’azienda americana, le informazioni e i dati raccolti sull’attività di guida sono di proprietà del conducente e possono essere raccolte e usate solo con il permesso del proprietario della macchina. Anche alte competitor hanno sottolineato questo aspetto della riservatezza dati, Sergio Marchionne ha però sottolineato un altro aspetto, raccogliere dati sulle abitudini di guida e le caratteristiche tecniche delle singole auto e prestazioni permette al gruppo Fiat e Chrysler di lavorare meglio sulla progettazione delle future automobili.

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