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Tazio Giorgio Nuvolari: MotoriSuMotori gli dedica uno Special

Tazio Giorgio NuvolariCon l’occasione della Coppa d’oro delle Dolomiti, Motori su Motori vuole dedicare un omaggio al Mantovano Volante, Tazio Giorgio Nuvolari, pilota automobilistico e motociclistico che si è conquistato il suo successo sportivo tra difficoltà, errori e tanta capacità e ingegno. Ha corso nel trentennio 1920 – 1950, interrompe la sua carriere per sei anni durante il secondo conflitto mondiale. Il padre era Arturo Nuvolari, famoso ciclista, durante la prima guerra mondiale lavora come autiere nel Servizio Automobilistico dell’esercito. L’autiere è il soldato addetto alla guida degli autoveicoli per il trasporto di uomini e di materiali. Ottiene la licenza di pilota di moto da corsa nel 1920, la sua carriera sportiva avviene con il debutto in gara ufficiale nel 1920 a Cremona. Vinse però la sua prima gara a Verona nel 1921 sul Circuito Pozzo, incontrò Enzo Ferrari, quando ancora non aveva costruito e fondato l’azienda del cavallino rampante. Come motociclista venne soprannominato “Campionissimo delle due ruote“. Esordì nel mondo dell’automobilismo sportivo negli anni Trenta, vincendo prestigiose targhe, come quella di Florio in Sicilia. Da questo momento, divenne amato da molti artisti, come Gabriele D’annunzio, Giacomo Balla e Marinetti. Era l’epoca di nascita e sviluppo del futurismo, la potenza del motore, la velocità del progresso erano concetti ripresi spesse volte dagli intellettuali. La prima auto famosa che guidò fu l’Alfa Romeo 12 C, un’autovettura prodotta dall’Alfa Romeo dal 1936 al 1937, derivata direttamente dalla Alfa Romeo Monoposto 8C 35 dalla quale si differenziava principalmente per il tipo e la cilindrata del motore. Progettata da Vittorio Jano, debuttò al Gran Premio di Tripoli nel 1936. Una versione più potente, la 12C-37, debuttò l’anno seguente nella Coppa Acerbo. La prima versione del V12, montato sulla 12C-36, aveva una cilindrata di 4064 c.c. e una potenza di 370 bhp. La 12C-37 aveva, rispettivamente, 4475 c.c. e 430 bhp, ambedue a 5800 giri/min. Entrambi i modelli erano sovralimentati. La seconda versione non ebbe molto successo, dunque Vittorio Jano decise di ritirarla dalle corse.

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