Descrivere le modalità di classificazione dei costi di produzione

Fanno parte della Fase δ – Studio economico della iniziativa

  1. In base alla natura di origine: Capitali: costi o oneri finanziari – Macchine: costi di ammortamento – Materiali: costi di acquisto – Personale: costi di manodopera (retribuzioni ed oneri sociali) – Servizi: affitti, canoni, telefono, ecc. (costi che normalmente confluiscono nelle spese generali)
  2. In base alle modalità di attribuzione all’oggetto (normalmente il prodotto): – Diretti o specifici: di diretta imputazione all ’ oggetto (es. materiali, energie per la produzione, manodopera diretta); – Indiretti o comuni: non direttamente imputabili all’oggetto, in quanto comuni alla fabbricazione di più prodotti.
  3. In base al volume di produzione dellimpianto: – Variabili, variano col volume di attività: materie prime; energia; costo della manodopera diretta; costi di immagazzinamento; assicurazioni sulle scorte; trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti.

Fissi: non variano, entro certi limiti, col volume di attività. >> acquisto e mantenimento degli impianti e dei macchinari ® interesse sul capitale preso a prestito, canone d’affitto del suolo occupato, logorio o deprezzamento sia delle macchine che degli edifici e relativo ammortamento, assicurazioni, ecc…  spese generali di amministrazione  >>riguardanti il personale esecutivo, gli uffici contabili, l’ufficio vendite e quello del personale, ecc…

In base al periodo di riferimento: Costo di impianto, costituito dalla somma di tutti i costi e quindi del capitale di cui si deve disporre per dare inizio all’attività >>costo dellingegneria: spese per studio preliminare di fattibilità, e per il progetto esecutivo >> costo per l acquisto del terreno: comprende spese notarili, per adattamenti piano-altimetrici, per contributi a titolo di urbanizzazione primaria (strade, fognature, …) e secondaria (impianti sportivi, scuole, servizi, …),come segue:

costo per ledilizia: edifici, fognature, recinzioni, eventuali raccordi ferroviari, parcheggi, allacciamenti alle reti elettriche, idriche, telefoniche, del metano, … >>costo dei materiali, delle macchine e attrezzature costo del montaggio: comprende la manodopera e le eventuali attrezzature speciali necessarie. >> costo dei beni immateriali: comprende le spese per l’acquisizione del know-how relativo alla tecnologia specifica e alle modalità di conduzione dell’impianto, per brevetti, concessioni, avviamento, …

costi vari: costituzione della rete di vendita, assunzione ed addestramento del personale, collaudi tecnici, emissioni di azioni, adempimenti fiscali vari, …  costo degli interessi passivi: Si tratta di costi proporzionali al tempo intercorrente tra l’erogazione delle quote di capitale (ad esempio da parte di una banca) e l’istante in cui l’impianto inizia a funzionare. I vari costi di installazione vengono affrontati con i pagamenti Pi effettuati in corrispondenza dei tempi (-τi) anteriori all’istante 0, in cui l’impianto inizia a produrre.

 

 

costo del capitale circolante: corrisponde al valore monetario delle seguenti voci: – materie prime ed accessorie esistenti come scorte (A); – materiali in lavorazione (B); – prodotti finiti non ancora venduti (C); – crediti ai clienti (D) – capitale in cassa per minute spese (E) Cc (capitale circolante) = A+B+C+D+E capitale necessario per avviare la produzione e indispensabile per consentire la normale gestione dell’impianto, non è immobilizzato ed è tutto recuperabile.

Costo di esercizio, somma di tutti i costi da affrontare in un dato periodo (in genere un anno) per fare funzionare e gestire l’impianto. Si possono ulteriormente classificare in: costo di produzione: costi variabili (cv) + costi fissi (cf)  costo dell inefficienza di servizio: non corrisponde ad un effettivo esborso di denaro, ma ad un mancato introito dovuta a rotture o malfunzionamenti.

Di fatto il costo della inefficienza è rappresentato dalla quota di mancato ricavo a cui vanno detratti i costi variabili non sostenuti. Ciò è ovviamente vero se il prodotto non è di fatto stato realizzato. Può succedere invece che il prodotto sia stato realizzato ma sia venuto male. In tal caso non possiamo detrarre i costi variabili (materie prime, energie impiegate, etc…).

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