Il Gruppo Volkswagen ha annunciato un cambio di rotta nella strategia illustrata dal CEO Oliver Blume e dal responsabile per la Cina Ralf Brandstätter. Le auto prodotte in Cina (sia elettriche sia a combustione) saranno destinate principalmente al Sud-est asiatico, al Medio Oriente, all’Asia centrale e al Sud America.
Nonostante la produzione cinese sia più economica, VW non esporterà questi modelli in Europa per evitare i dazi imposti dall’UE sulle vetture elettriche Made in Cina, e per non cannibalizzare gli stabilimenti europei, che devono già affrontare costi energetici e di manodopera superiori, spiega Autonews. Se la BEV è fatta da una Casa cinese o europea, nulla cambia: si paga la tassa di esportazione.
La battaglia cinese
In Cina, VW combatte la battaglia contro i fortissimi marchi locali, che sono iper aggressivi con sconti fortissimi. Per recuperare competitività, il Gruppo punta su piattaforme sviluppate localmente (come la China Main Platform). L’esportazione diventa una valvola di sfogo per mantenere alti i livelli di utilizzo degli impianti produttivi in cui l’azienda ha investito miliardi di euro.
Il cuore di Hefei
Il fulcro è il nuovo centro tecnologico di Hefei, denominato Volkswagen Group China Technology Company (VCTC), che rappresenta il più grande polo di ricerca e sviluppo del gruppo al di fuori della Germania. L’obiettivo dichiarato è una riduzione del 50% dei costi di sviluppo e un’accelerazione del 30% dei tempi di commercializzazione per i nuovi modelli elettrici (EV). I produttori cinesi beneficiano di costi di manodopera inferiori, una catena di approvvigionamento delle batterie integrata e cicli di sviluppo molto più rapidi.
Il nuovo polo di Hefei integra oltre 100 laboratori e team di ingegneria che lavorano in parallelo su hardware, software e validazione dei veicoli. Questo permette di prendere decisioni più rapide e di coinvolgere i fornitori locali fin dalle prime fasi concettuali. Thomas Ulbrich, CTO di Volkswagen Group China, ha sottolineato come questa struttura permetta di sincronizzare processi che prima avvenivano in sequenza, riducendo i tempi morti.

China Electronic Architecture
Un pilastro della strategia è la China Electronic Architecture (CEA), un’architettura elettronica a zone sviluppata per il mercato cinese in 18 mesi. Permetterà di creare “Software-Defined Vehicles” capaci di supportare funzioni avanzate di guida autonoma e cockpit digitali che rispondano alle aspettative dei consumatori locali. Inoltre, VW sta collaborando con partner come XPeng per utilizzare piattaforme già collaudate e ridurre ulteriormente gli investimenti iniziali.
Al centro di questa rivoluzione, il Gruppo Volkswagen ha recentemente stretto una delle alleanze più significative del settore con Rivian, un accordo da 5,8 miliardi di dollari volto a ridefinire l’architettura elettronica e i costi di produzione dei futuri veicoli elettrici.
Questo evita cablaggi pesanti, costi elevati e un’estrema difficoltà nell’aggiornare il software del veicolo. L’approccio concordato con Rivian punta invece sull’architettura zonale. In questo sistema, il veicolo viene diviso in zone fisiche, ognuna gestita da un potente controller locale che comunica con un “cervello” centrale. Così da abilitare gli aggiornamenti Over-The-Air (OTA): come uno smartphone, l’auto può ricevere nuove funzioni o correzioni software senza passare dall’officina. Ora, non resta che raccogliere i frutti.
