Si attende Parigi, 12 ottobre, alle ore 10:55 per la precisione. È qui che Alfa Romeo timbra il cartellino al Paris Expo Porte de Versailles e porta in dote un concept inedito. Un’auto che, chiaramente, ancora nessuno ha visto davvero, ma che il Biscione ha già iniziato a raccontare con il contagocce, come si conviene quando si vuole tenere alta l’attenzione.
Il Salone dell’Automobile di Parigi torna dal 12 al 18 ottobre 2026, stavolta Alfa Romeo ci arriva con qualcosa di più di una semplice presenza. Il concept che debutterà nel padiglione 4 nasce con un’ambizione precisa: spiegare dove sta andando il marchio.

Tre parole chiave, niente di più. Italia, sportività, Rosso. Sembra un manifesto politico, ed è quasi inevitabile che lo sia. Alfa Romeo ha sempre fatto della propria italianità un argomento prima ancora che un valore di progetto. Il gusto, l’eleganza, la cura dei dettagli sono formule consumate dall’uso, che però tornano a funzionare quando le porta in dote un marchio che su quei concetti ha costruito una storia riconoscibile.
La sportività, precisano da Arese, non è soltanto una questione di prestazioni. È precisione, dinamismo, coinvolgimento. Insomma, il concetto non si esaurisce nei cavalli, ma nel modo in cui l’auto ti parla mentre la guidi. È quel rapporto tra uomo e macchina su cui il marchio insiste da decenni, seppur con risultati alterni.
Poi c’è il Rosso. Colore, simbolo, storia, tutti insieme. Da Monza a Parigi, con qualche deviazione di percorso nel mezzo, tra cui anni difficili, modelli discutibili e decisioni di prodotto che è meglio non riesumare. Il Rosso torna come elemento fondativo, quasi a ricordare da dove viene tutto questo.
Di design e meccanica, per ora, nemmeno l’ombra. Alfa Romeo mantiene il riserbo, anche per non anticipare troppo di una tra le grandi mosse per il suo futuro, o almeno le vuole far sembrare tali. Se il concept anticiperà un modello reale o resterà un esercizio stilistico con velleità filosofiche, lo si saprà solo in sala stampa.
