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Citroen spiaggina 2016: ecco la E-Mehari super colorata e estiva

Citroen spiaggina 2016Citroen mostra le prime immagini in anteprima della E-Mehari, la nuova versione rispetta la forma e l’apertura del modello originale lanciato nel 68 in Francia. La nuova Mehari debutterà la prossima primavera con il suo assetto rialzato, carrozzeria vivace, tetto in tela e stile off road. Anche la Mehari del 2016 si caratterizza per la capote removibile, vetrate trasparenti . La carrozzeria è realizzata in materiale plastico termoformato e anticorrosione.

La propulsione della Citroen E Mehari è elettrica al 100%, il motore è alimentato da batterie LMP (Lythium Metal Polymer) in grado di garantire una velocità massima di 110 km/h e un’autonomia di 200 chilometri in ciclo urbano. Molto pratiche, si ricaricano completamente in 8 ore a 16A collegandole ai sistemi compatibili. Prodotta nella fabbrica PSA di Rennes, E-Mehari sarà commercializzata nella primavera del 2016 nelle seguenti fattezze e versioni colore. Lunga 3,80 metri e larga 1,87, si presenterà in 4 tinte di carrozzeria:  blu, arancione, giallo e beige. Il tetto è disponibile in tela color nero o rosso arancio e due sono anche i rivestimenti interni (e impermeabili!): un beige molto naturale e un rosso arancio ispirato agli sport nautici.

E ora, un po’ di storia di questo modello. La Citroën Mehari era una piccola autovettura per il tempo libero realizzata in ABS, appartenente alla tipologia d’auto conosciuta anche come “spiaggina”. Utilizzava il pianale e la meccanica della 2CV. Quello delle “spiaggine” fu un tema in cui molti costruttori europei si cimentarono durante gli anni cinquanta e sessanta: la voglia di tornare a respirare la vita dopo gli orrori della guerra e le fatiche della ricostruzione furono lo stimolo a concepire particolari tipologie di vetture che ispirassero allegria. La presentazione al pubblico della MEhari Citroen avvenne invece il 3 ottobre dello stesso anno al Salone di Parigi: alla fine della kermesse, la Méhari già raccolse 500 ordini. essa nasceva sul telaio della Dyane, di cui conservò l’intero comparto meccanico, a partire dal motore bicilindrico da 602 cm3 con raffreddamento ad aria ed in grado di erogare una potenza massima di 29.6 CV DIN (pari a 32.8 CV SAE). Motore, cambio ed il resto della meccanica furono fissati su di un telaio a pianale derivato direttamente da quello della 2CV, rispetto al quale, però, venne accorciato di 22 cm per risparmiare ulteriormente peso.

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