La Dacia Sandero non ha bisogno di elogi e introduzioni di particolare enfasi. In Italia vende, in Europa vende, e adesso venderà anche con la spina, o quasi. Dopo il debutto della Stepway Full Hybrid a metà luglio, è la Streetway a ricevere lo stesso powertrain. Gli ordini in Italia sono aperti.
Il cuore del sistema è un 1.8 benzina quattro cilindri da 109 CV affiancato da due motori elettrici, una batteria da 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato multimode. La potenza di sistema tocca i 155 CV. Dacia conosce bene questa combinazione, l’ha già messa sotto il cofano altrove nella gamma, e funziona.

I numeri che la casa rumena mette sul tavolo sono dichiarati, quindi da prendere con la cautela rituale. Consumi a partire da 4,2 litri per 100 km, emissioni da 96 g/km di CO2. In città, secondo Dacia, fino all’80% del tempo si viaggia in elettrico. Il confronto con un equivalente benzina puro promette fino al 40% di riduzione nei consumi.
Il resto è tutta la sostanza, già molto apprezzata, della Sandero. Stessa carrozzeria, stessa praticità, stesso approccio alla funzionalità senza fronzoli che ha fatto di questo modello una delle auto più vendute del continente. Non c’è nessuna rivoluzione estetica, perché la Streetway Hybrid (tautologicamente parlando) è semplicemente la Streetway, ma con un motore più intelligente sotto il cofano.

Il listino parte da 19.900 euro per la versione Expression e arriva a 20.900 euro per la Journey. Mille euro di differenza tra i due allestimenti disponibili al lancio. In questo segmento, la soglia dei ventimila euro è ancora un confine psicologico importante, Dacia sceglie di entrarci con un full hybrid.
Difficile prevedere quanto questo powertrain, già rodato, già collaudato, riuscirà a spostare gli equilibri di vendita in un segmento dove la Sandero domina già senza particolari sforzi. A volte il rischio vero è non deludere i vecchi fedelissimi clienti.
