Il caso della 33 Stradale sparita si complica: le bugie emerse dai riscontri

L’Alfa Romeo 33 Stradale originale sarebbe stata riparata in un’officina italiana. Chi la detiene dice che è in Francia da trent’anni.
Alfa Romeo 33 Stradale

L’Alfa Romeo 33 Stradale originale vale circa 30 milioni di euro e nessuno sa con certezza dove sia un esemplare in particolare recentemente scomparso. La vicenda era già intricata con una proprietà contestata, la sparizione dell’auto, gli eredi in lotta (si capisce bene il perché), ma nelle ultime ore si è aggiunto un elemento che cambia la prospettiva.

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Secondo le indagini difensive condotte per conto degli eredi del precedente proprietario, la fuoriserie milanese sarebbe passata da un’officina italiana per ricevere interventi tecnici. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che in realtà risulta dirompente.

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Chi rivendica la disponibilità dell’esemplare sostiene che l’auto si trovi in Francia da oltre trent’anni. Se la 33 Stradale è stata riparata in Italia in un periodo compatibile con questa ricostruzione, qualcuno mente, e non lo fa su una berlina qualunque.

Alfa Romeo 33 Stradale

I legali degli eredi, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, chiedono riscontri documentali formali, non dichiarazioni e si rivolgono direttamente al ministro della Cultura Alessandro Giuli, invocando un intervento del Ministero che possa tradursi anche in un’interlocuzione con le autorità francesi. Registrazioni, documenti, spostamenti: tutto deve essere verificato. La Procura di Milano intanto continua a indagare in parallelo.

La 33 Stradale originale è un pezzo di storia dell’automobilismo italiano, gli avvocati lo dicono esplicitamente, e questo porta sul tavolo anche la questione della tutela storico-culturale. Come ha fatto un’auto di tale rilevanza a uscire dall’Italia? Attraverso quali procedure?

Alfa Romeo 33 Stradale
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La 33 Stradale sarebbe rimasta custodita in un garage per decenni. Dopo la morte del proprietario, secondo la denunci dagli eredi, la famiglia avrebbe subito forti pressioni, telefonate insistenti e minacce di cause milionarie. Un contesto abbastanza torbido. La vettura sarebbe stata ceduta per la cifra simbolica di 10 euro. Poco dopo sarebbe stata cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico.

Stando alla ricostruzione già agli atti, dopo alcuni passaggi societari le targhe sarebbero state dichiarate smarrite, la vettura radiata ed esportata in Europa. Se la 33 Stradale era già allora un bene storico riconoscibile, avrebbe dovuto esistere un provvedimento di libera circolazione. Per ora non risulta esserci.

Il baricentro dell’inchiesta si sposta. Non si tratta più soltanto di stabilire a chi appartenga l’auto, adesso bisogna ricostruire ogni spostamento: quando ha lasciato l’Italia, se ci sia tornata, chi ha autorizzato cosa. Sono questi elementi a poter diventare decisivi. Un’auto da 30 milioni sparita nel nulla, con sosta forse in un’officina italiana, starebbe meglio in un film che rinchiusa segretamente (per sempre?) chissà dove.