Un nome che non passa mai di moda. L’Alfa Romeo 75 torna, almeno nella fantasia, grazie a Sezer Design, che con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ha costruito sui social una proposta virtuale convincente e, inevitabilmente, strappalacrime.

Il rendering non ha alcun legame ufficiale con i programmi del Biscione. Le proporzioni sono quelle di una berlina sportiva bassa e larga, il frontale sfoggia fari sottilissimi con lo Scudetto al centro, e la fiancata corre tesa e spigolose fino a una coda quasi tronca che richiama esplicitamente l’originale. Quelle feritoie vicino al montante posteriore sono un saluto diretto agli alfisti che la 75 vera l’hanno vissuta o sognata. Dentro, plancia digitale, illuminazione rossa, e un’ergonomia orientata verso chi guida.

La 75 originale arrivò nel 1985, nome scelto per celebrare i settantacinque anni della casa. Erede della Giulietta Alfetta, portava in dote uno degli schemi tecnici più discussi e amati: motore anteriore, cambio al posteriore secondo l’architettura transaxle, distribuzione dei pesi quasi maniacale. Nel corso della carriera arrivarono le versioni che sono entrate nel mito, Twin Spark, Turbo, V6 e la Turbo Evoluzione che nelle competizioni IMSA toccava circa 400 CV. Roba che non si dimentica facilmente.

Il problema è che Alfa Romeo, al momento, ha altre cose a cui pensare. Il piano FaSTLAne 2030 è un calendario fitto: Junior presidia il segmento B e riceverà un aggiornamento, nel quarto trimestre del 2027 debutterà un nuovo C-SUV su piattaforma STLA Medium prodotto a Melfi con motorizzazioni multi-energy, e una nuova hatchback di segmento C su piattaforma STLA ONE dovrebbe raccogliere il testimone di 147 e Giulietta.
Il segmento D, invece, resta nebuloso. Giulia e Stelvio resteranno in produzione fino al 2027, con soluzioni ibride ed elettriche ancora da definire nei dettagli. È esattamente in questo spazio indeciso che il progetto di Sezer Design trova spazio, almeno emozionale, per una berlina capace di recuperare lo spirito della 75.
