Prendere la patente a 17 anni potrebbe presto diventare una realtà anche in Italia. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione del Codice della Strada e tra le ipotesi più importanti c’è proprio l’abbassamento dell’età minima per conseguire le patenti B e C.
Patente a 17 anni, come funzionerebbero le nuove regole
La spinta arriva dall’Europa, che vuole uniformare le regole nei diversi Stati membri. Oggi un diciassettenne italiano può già guidare grazie alla formula della guida accompagnata, ma solo a determinate condizioni. Bisogna essere in possesso della patente A1 o B1, seguire un corso pratico obbligatorio in autoscuola e affrontare una spesa che, a seconda dei casi, può andare da 400 a 900 euro.
Con la nuova normativa il quadro cambierebbe. Non si parlerebbe più soltanto di guida accompagnata, ma di una vera patente B ottenuta a 17 anni e riconosciuta in tutta l’Unione europea. Il giovane conducente, però, non potrebbe usare l’auto da solo fino al compimento dei 18 anni.
Accanto a lui dovrebbe esserci sempre un accompagnatore con almeno 24 anni di età, titolare della patente da più di cinque anni e senza gravi infrazioni alle spalle. L’idea è permettere ai ragazzi di fare esperienza su strada con maggiore continuità, ma in condizioni controllate e sotto la responsabilità di una persona più esperta.
La riforma potrebbe coinvolgere anche la patente C, quella necessaria per guidare gli autocarri. La misura nasce soprattutto dalla necessità di avvicinare più giovani al settore dell’autotrasporto, che da tempo fa i conti con una forte carenza di conducenti.
Anche in questo caso non ci sarebbe alcun via libera alla guida autonoma. Il diciassettenne dovrebbe essere affiancato da un accompagnatore qualificato, in possesso della Carta di Qualificazione del Conducente e degli altri requisiti previsti. Si tratterebbe quindi di anticipare il percorso di formazione, non di mettere ragazzi inesperti da soli al volante di mezzi pesanti.

Le nuove regole, comunque, non entreranno in vigore in tempi brevi. Gli Stati membri avranno diversi anni per adeguare le proprie normative e il debutto effettivo potrebbe arrivare tra il 2028 e il 2029.
Il MIT ha già chiarito che la riforma dovrà essere accompagnata da un rafforzamento dell’educazione stradale nelle scuole. Più spazio, quindi, alla prevenzione, alla conoscenza dei rischi e alla responsabilità di chi si mette al volante.
