Stellantis: 43,5 miliardi di ricavi, ma l’Europa non si decide a guarire

Stellantis chiude il Q2 2026 con ricavi a +13% e utile positivo. Il Nord America traina, l’Europa arranca ancora.
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L’ultimo report cita ben 300 milioni di utile netto. Non è una cifra da festeggiare con i fuochi d’artificio, ma per Stellantis, dopo mesi in cui il rosso sembrava una condizione strutturale, è un segnale che vale la pena leggere con attenzione.

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I numeri del secondo trimestre 2026 raccontano un gruppo ancora lontano dalla forma migliore, ma capace, finalmente, di muoversi nella direzione giusta. I ricavi netti hanno raggiunto 43,5 miliardi di euro, il 13% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. L’utile operativo rettificato si è attestato a 800 milioni, con un margine dell’1,8% e un miglioramento di 120 punti base sull’anno precedente.

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Il motore del recupero è certamente il Nord America. I ricavi nell’area sono cresciuti del 32%, le vendite del 6%, e si tratta del quarto trimestre consecutivo con volumi superiori all’anno prima.

In un mercato statunitense che ha perso lo 0,3%, Stellantis è andata controcorrente. Jeep Grand Wagoneer ha aumentato le vendite al dettaglio del 43%, Ram 1500 e Dodge Durango del 9%, Chrysler Pacifica del 7%. La quota nordamericana è salita al 7,4%, 40 punti base in più su base annua. Ram, in particolare, ha spinto con forza, con più 11% negli Stati Uniti, più 10% in Brasile nel trimestre, più 30% nel solo mese di giugno.

Il flusso di cassa industriale è tornato positivo per un miliardo di euro. La liquidità disponibile ha raggiunto 44,1 miliardi, pari al 27% dei ricavi stimati su dodici mesi: dentro la fascia obiettivo tra il 25 e il 30%. Antonio Filosa ha confermato la fiducia negli obiettivi finanziari per il 2026, pur stimando un impatto netto dei dazi compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro.

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L’Europa, invece, non si sblocca. Le vendite nei mercati EU30 sono cresciute del 3%, ma la quota è scesa al 16% e la regione continua a non generare utili: margine operativo negativo dello 0,6%, per ricavi sostanzialmente piatti. Vendere di più non basta quando i costi industriali restano alti, i prezzi sono sotto pressione e diversi stabilimenti girano al di sotto della capacità.

mirafiori, stellantis, fiat 500 ibrida

La risposta del gruppo Stellantis passa dalla piattaforma Smart Car, su cui si appoggiano i modelli pensati per abbassare i costi e allargare la base clienti. La Fiat Grande Panda, da questo punto di vista, è il caso più visibile, con la gamma ora estesa anche alla versione a combustione interna. Nei prossimi mesi toccherà a DS N°7, Lancia Gamma e Jeep Compass 4xe provare a spostare i margini europei verso l’alto.

La seconda metà del 2026 dovrebbe portare risultati più solidi, soprattutto nel quarto trimestre, quando i nuovi modelli cominceranno a pesare davvero sui conti.