Stellantis torna a crescere nei ricavi e negli utili, ma le azioni continuano a risentire dei dubbi sulla solidità del recupero. I recenti declassamenti di Morgan Stanley e Berenberg mostrano che il miglioramento dei conti non ha ancora dissipato le preoccupazioni sulla redditività e sui tempi necessari per rendere più competitiva l’offerta del gruppo.
Nel secondo trimestre del 2026 il fatturato è salito del 13%, raggiungendo 43,5 miliardi di euro, mentre l’utile netto è stato di 293 milioni. Il margine operativo rettificato si è fermato all’1,8%, contro lo 0,6% di un anno prima. Dunque i miglioramenti ci sono, ma restano contenuti. Ogni 100 euro di ricavi producono circa 1,80 euro di risultato operativo rettificato, una misura diversa dall’utile netto.

Il Nord America ha aumentato i ricavi del 32%, mentre l’Europa allargata è rimasta stabile e ha registrato un margine operativo rettificato negativo dello 0,6%. Il recupero americano convive quindi con un’attività europea ancora in perdita su questo indicatore.
Il flusso di cassa industriale è stato positivo per un miliardo nel secondo trimestre, ma il saldo dei primi sei mesi è rimasto negativo per 921 milioni. A fine giugno la liquidità industriale disponibile ammontava a 44,1 miliardi, entro l’intervallo previsto dal gruppo.
Sul giudizio degli investitori pesa poi il costo della revisione industriale annunciata a febbraio. Stellantis ha comunicato 22,2 miliardi di euro di oneri riferiti al secondo semestre 2025, legati soprattutto al ripensamento dei programmi e delle aspettative sull’elettrificazione. L’importo comprende circa 6,5 miliardi di esborsi distribuiti su quattro anni, quindi non corrisponde interamente a denaro uscito subito dalle casse. La perdita del 2025 ha portato anche alla cancellazione del dividendo nel 2026.

Le valutazioni delle banche aiutano a capire le riserve sulla ripresa. Morgan Stanley ha abbassato la raccomandazione a Underweight, richiamando il ritardo dell’offerta di nuovi prodotti. Berenberg è passata da Buy a Hold, riducendo il prezzo obiettivo da 7,80 a 5,10 euro per le preoccupazioni sul recupero dei margini.
Il piano FaSTLAne 2030 prevede il ritorno a un flusso di cassa industriale annuo positivo nel 2027 e un margine operativo rettificato del 7% entro il 2030. Il programma di efficienza punta inoltre a ridurre i costi annuali di 6 miliardi entro il 2028 rispetto al 2025. La distanza fra questi obiettivi e i risultati attuali aiuta a spiegare perché l’aumento del fatturato, da solo, non basti a rassicurare il mercato sulla capacità di finanziare gli investimenti e tornare a remunerare gli azionisti.
Nel frattempo, Stellantis ha perso circa il 56,6% del proprio valore in Borsa nel 2026, con il prezzo delle azioni sceso dai 9,72 euro del 2 gennaio ai 4,22 euro del 22 settembre 2026.
