Stellantis contro le quote di Bruxelles: i furgoni elettrici non li vuole nessuno

Stellantis chiede flessibilità a Bruxelles sulle emissioni dei furgoni: la domanda di elettrico non segue le scadenze UE.
Stellantis Pro One

Stellantis torna a bussare a Bruxelles, stavolta per i veicoli commerciali leggeri. Il CEO Antonio Filosa spiega: “Per i veicoli commerciali leggeri dobbiamo introdurre una flessibilità molto importante, semplicemente perché la domanda non è allineata alla regolamentazione”. In pratica, gli obiettivi europei sull’elettrico esistono, ma i clienti non hanno ancora affollato i concessionari (nel primo semestre, circa il 15% di elettrici sul totale di ordini europei).

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Chi compra un Ducato, un Boxer o un Movano non lo fa per passione, lo fa per lavorare. Guarda all’autonomia, ai tempi di ricarica, alla possibilità di fermare il mezzo nel bel mezzo di una giornata piena. Un’impresa che opera in città ragiona diversamente da chi copre centinaia di chilometri al giorno in zone dove le colonnine di ricarica sono ancora una rarità. Le scadenze di Bruxelles non distinguono tra queste due realtà.

Stellantis, antonio filosa
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La questione tocca direttamente Stellantis Pro One. Fiat Professional, Peugeot, Citroën e Opel formano una galassia di modelli che rappresentano una fetta consistente della produzione industriale del gruppo nel continente. Un calo della domanda di furgoni elettrici diventa rapidamente un problema di pianificazione per le fabbriche, di ritmi produttivi, di stabilimenti che aspettano ordini.

La richiesta arriva mentre Bruxelles è in fase di revisione della propria politica automobilistica, sotto pressione da più fronti. Per i commerciali, il timore di Stellantis è preciso: che la normativa costringa il mercato ad accelerare ben oltre il ritmo a cui professionisti e flotte sono effettivamente disposti a correre. Imporre la velocità per decreto non ha mai funzionato granché. Soprattutto quando a pagare il prezzo sono le aziende che usano il furgone per guadagnarsi da vivere.

Stellantis Pro One

Filosa ha anche alzato la posta introducendo il tema del Made in Europe, sempre più centrale nel dibattito. La sua posizione è netta: per misurare quanto un veicolo sia davvero europeo bisogna guardare anche a progettazione, sviluppo e origine dei componenti, non solo al punto di assemblaggio finale. Una lettura condivisa, stando alle sue parole, anche da Volkswagen e Renault. L’86% delle vetture Stellantis vendute in Europa viene prodotto nel continente, buona parte della progettazione avviene nei centri tecnici europei del gruppo.