Il SUV gemello dell’Alfa Romeo Tonale ha chiuso con la produzione a Pomigliano d’Arco. Con un crollo verticale delle immatricolazioni a dir poco spaventoso, appena 1.360 unità nei primi sei mesi del 2025, per un fragoroso -90% rispetto al semestre precedente, la Dodge Hornet esce tristemente di scena dallo storico impianto campano.
La fine non sorprende neanche troppo dato che in molti avevano notato il vizio di famiglia (Stellantis). Infatti, la Hornet era spudoratamente simile all’Alfa Romeo Tonale e da tempo il singhiozzo per il modello destinato agli States sembrava divenire sempre meno rassicurante. Questa “cannibalizzazione interna”, alla fine, ha reso evidente che avere due SUV fotocopia non è una strategia troppo convincente, specie se il Tonale aggiornato è destinato a esordire Oltreoceano.

A dare il colpo di grazia sono state indiscutibilmente le politiche tariffarie statunitensi dell’era Trump, che hanno trasformato l’export verso il Nord America in autentico di masochismo economico. Tra blocchi della catena di montaggio e fragilità produttive, Stellantis ha scelto la via della razionalizzazione: tagliare i rami secchi per non pesare sull’efficienza di Pomigliano. Ora, il futuro del sito poggia su due pilastri che potremmo considerare solidi: l’intramontabile Alfa Romeo Tonale e la Fiat Pandina.
Nonostante l’addio della Hornet, i sindacati cercano di mantenere la calma, dato che i volumi erano ormai così bassi da rendere l’impatto occupazionale, per ora, limitato. Tuttavia, la vigilanza resta alta in attesa del piano industriale che l’AD Antonio Filosa presenterà a metà 2026.

Sulle prossime mosse per lo stabilimento Stellantis di Pomigliano ci sarebbero nuovi progetti sulla piattaforma STLA Small, tra cui un misterioso modello Alfa Romeo (una via di mezzo tra Junior e Tonale) e una versione totalmente rinnovata della Pandina verso fine decennio.
La Hornet, invece, attende di capire se verrà resuscitata negli States o se finirà definitivamente nel dimenticatoio del catalogo. Intanto, Pomigliano si prepara a diventare un hub con vocazione unicamente europea.
