in

Aston Martin: si valutano le piattaforme EV Mercedes, Lucid e Rimac

Per la sua prima auto elettrica, prevista nel 2025, Aston Martin valuta le piattaforme Mercedes, Lucid e Rimac.

Aston Martin logo

Aston Martin sta valutando potenziali legami con le architetture Lucid, Rimac e Mercedes-Benz per la sua prima auto sportiva elettrica, prevista nel 2025. L’azienda ha annunciato ieri un enorme piano di investimenti da 653 milioni di sterline volto a ripagare i debiti, aumentare i volumi di produzione e incrementare i profitti, ma il pacchetto sarà anche determinante per la realizzazione della strategia a zero emissioni. La prima ibrida plug-in dell’azienda di Gaydon – che dovrebbe essere basata sul suv Aston Martin DBX – sarà lanciata nel 2024, seguita da una full electric nel 2025 sulla strada per un “portafoglio GT/sport e suv completamente elettrificato” entro il 2030.

Aston Martin: gli scenari per l’elettrico

Aston Martin Valhalla

Sia una vettura sportiva elettrica che un suv sono stati precedentemente proposti per la commercializzazione da qui a tre anni. In qualità di azionista diretto con già tanti dei suoi sistemi integrati negli esemplari della compagnia, Mercedes-Benz garantisce il percorso più diretto ad l’Aston Martin verso la mobilità green.

Oggi detiene una partecipazione del 9,7% nella società britannica, che sarà sostenuta da un ulteriore investimento in autunno. Attualmente il marchio britannico si avvale già del V8 di Mercedes-AMG V8 e dell’impianto di infotainment della Casa di Stoccarda e sta esaminando la prospettiva di un accordo di fornitura simile per il suo assortimento elettrico.

Aston Martin Valkyrie

Un adattamento naturale per un’Aston Martin EV sarebbe l’imminente architettura AMG.EA che il dipartimento della società tedesca sta attualmente sviluppando per l’uso nelle sportive elettriche dedicate, come anticipato dal radicale concept Vision AMG a inizio 2022, la quale si evolverà in un veicolo di produzione per il 2025.

Il pianale in questione probabilmente presenterà un design volto a integrare il pacco batteria nella struttura stessa per abbassare il baricentro e ospitare propulsori fabbricati dai britannici di YASA.
Tuttavia, la partecipazione della Stella a tre punte in Aston Martin è ora seconda a quella del Saudi Arabian Public Investment Fund (PIF), pronta ad acquisirne una quota del 16,7% per 78 milioni di sterline. Proprio il PIF apre alla possibilità di un accordo con Lucid o Rimac.

Sembra che tu abbia bloccato le nostre notifiche!