A seguito dell’introduzione dei dazi sulle automobili elettriche, le autorità europee potrebbero adottare misure simili per le auto ibride provenienti dalla Cina. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Commissione europea starebbe esaminando l’implementazione di un sistema di quote per limitare l’aumento degli arrivi.
Auto ibride cinesi: l’UE valuta quote e dazi oltre una soglia
Il meccanismo in fase di studio si differenzia da quello introdotto nel 2024 per le vetture elettriche. Entro un determinato volume di importazioni, le ibride continuerebbero a essere soggette al dazio ordinario del 10%. Superata quella soglia, scatterebbe un prelievo aggiuntivo, ancora da definire. Al momento, tali informazioni sono da considerarsi indiscrezioni, in attesa di una conferma ufficiale.
La questione emerge anche dagli effetti delle misure sulle auto elettriche prodotte in Cina che sono state colpite da dazi compensativi aggiuntivi fino al 35,3%, variabili in base al produttore. Gli ibridi sono rimasti esclusi e marchi come BYD e MG hanno consolidato la propria presenza nel settore europeo. BYD ha rafforzato l’offerta di ibride plug-in, mentre MG propone anche modelli full hybrid, mentre MG ha esteso la propria offerta includendo anche modelli full hybrid.
I dati statistici evidenziano una crescita significativa delle importazioni di veicoli ibridi dalla Cina, che sono passate da circa 3.800 unità nel mese di ottobre 2024 a 50.000 unità nel mese di luglio 2026. Questo incremento ha indotto Bruxelles a richiedere a Pechino una limitazione volontaria delle esportazioni. La risposta cinese è stata negativa, con il Ministero del Commercio che ha contestato la compatibilità della richiesta con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
Per introdurre eventuali restrizioni, la Commissione potrebbe ricorrere a uno strumento di salvaguardia, legato al rischio di danni gravi per l’industria europea. Questo approccio metodologico si differenzia dall’indagine antisovvenzioni condotta sulle elettriche e potrebbe applicarsi anche ad altri paesi esportatori.

Il dossier accompagna i colloqui del commissario europeo al commercio Maroš Šefčovič con il ministro cinese Wang Wentao. Secondo Handelsblatt, Bruxelles sarebbe ancora alla ricerca di un accordo sulle esportazioni. Tra i precedenti rilevanti, si evidenzia l’accordo stipulato con il Giappone, accompagnato dalla costruzione di stabilimenti europei. Anche alcuni gruppi cinesi stanno investendo nella produzione locale: BYD in Ungheria, Chery con Ebro in Spagna e Xpeng attraverso l’assemblaggio presso Magna Steyr, in Austria, delineando formule industriali differenti per servire il mercato europeo.
