Bianchina, A112, Y10, ma non solo, ce le ricordiamo tutte. Nomi che non hanno bisogno di contesto, almeno per chi ha vissuto o studiato una certa stagione dell’auto italiana. Autobianchi è uno di quei marchi che resistono al tempo senza produrre nulla: di per sé una storia degna di essere raccontata.
Negli ultimi mesi il nome è tornato a circolare con una certa frequenza, complice il dibattito sui marchi storici italiani inattivi e il rumore sul Made in Italy, che aveva riaperto la questione del loro destino. L’ipotesi sul tavolo era semplice nell’enunciato e complicata nella pratica: affidare nomi storici come Autobianchi e Innocenti a nuovi investitori disposti a produrre auto in Italia. Un’idea romantica, come spesso accade quando si parla di heritage automobilistico.

Stellantis, però, ha scelto di non cedere. La posizione del gruppo è rimasta quella dichiarata già nel 2024 da Carlos Tavares, all’epoca ancora amministratore delegato: Autobianchi resta dentro il portafoglio e non si vende. Quella linea, a quanto emerge, è ancora valida.
Il marchio ha una storia importante dietro di sé, non solo nostalgia da cartolina. Fondata nel 1955, Autobianchi ha saputo anticipare soluzioni tecniche che sarebbero poi diventate standard. La Primula ne è l’esempio più citato. La A112, però, resta il modello che ha definito davvero il carattere del marchio: compatta, agile, disponibile in versioni sportive, capace di conquistare un pubblico trasversale. Ancora oggi è tra le più restaurate e ricercate nei raduni dedicati alle storiche.

Negli ultimi anni non sono mancati render e progetti indipendenti che immaginavano una nuova Autobianchi elettrica e cittadina, erede spirituale della A112 senza trasformarsi in pura operazione nostalgia. Stellantis, però, non ha mai annunciato un piano concreto per riportare il marchio in produzione.
Conservare Autobianchi senza farne nulla potrebbe sembrare uno spreco, ma ha la sua logica industriale: proteggere il valore del nome, tenerlo fuori dalla portata di terzi e lasciarlo disponibile per scenari che oggi non esistono ancora. Un marchio parcheggiato, insomma.
