I prezzi dei carburanti hanno iniziato a mollare la presa, ma il pieno continua a pesare sul portafoglio. Gli ultimi dati del Mimit mostrano infatti un nuovo calo sulla rete italiana: la benzina in modalità self service è tornata sotto i 2,1 euro al litro, mentre il gasolio è sceso sotto quota 2,3 euro.
Benzina e diesel: lieve calo nelle ultime ore, ma non basta
La media nazionale si è fermata a 2,084 euro al litro per la benzina e a 2,285 euro per il diesel. Sono valori leggermente più bassi rispetto alle rilevazioni precedenti, ma ancora abbastanza elevati da rendere costoso anche un normale rifornimento. Inoltre, bisogna ricordare che si tratta di medie: il prezzo trovato dal singolo automobilista può cambiare molto in base alla provincia, alla posizione dell’impianto e al marchio.
Il calo è arrivato dopo il price cap introdotto da alcune compagnie. L’iniziativa ha fatto discutere, ma sembra aver avuto almeno un effetto concreto: ha spinto diversi distributori a rivedere i propri listini per non perdere clienti.
In autostrada il risparmio si vede ancora meno
La situazione cambia poco per chi deve fare rifornimento in autostrada. La benzina self è scesa da 2,138 a 2,122 euro al litro, mentre il gasolio è addirittura aumentato, passando da 2,328 a 2,345 euro. Il viaggio in autostrada, quindi, continua a presentare un conto più alto rispetto alla rete ordinaria.
La differenza può sembrare limitata quando si acquistano pochi litri, ma diventa più evidente con un pieno. Per chi percorre spesso lunghe distanze, anche pochi centesimi in più al litro finiscono per incidere sulla spesa mensile. Il diesel, in questo momento, è quello che mostra il divario più pesante tra strada e autostrada.
A spingere i prezzi verso il basso sono stati soprattutto Eni, IP e Q8, che hanno introdotto un tetto sui listini. La riduzione dei prezzi da parte dei grandi operatori ha messo sotto pressione anche gli altri gestori. Alcuni hanno scelto di adeguarsi pur senza aderire ufficialmente all’iniziativa, perché mantenere tariffe più alte rispetto ai distributori vicini avrebbe significato rischiare di perdere rifornimenti.

Non tutti gli impianti, però, possono modificare i prezzi nello stesso momento. I gestori devono smaltire le scorte acquistate ai prezzi precedenti e possono avere costi diversi a seconda della zona e dei volumi di vendita. Per questo sulla stessa strada si possono ancora incontrare differenze importanti tra un distributore e l’altro.
La riduzione media resta comunque modesta. Su un serbatoio da 50 litri, l’ultimo calo si traduce in circa 1,35 euro risparmiati con la benzina e 1,55 euro con il gasolio. È un piccolo sollievo, soprattutto dopo i recenti aumenti, ma non ancora una svolta capace di cambiare davvero il costo degli spostamenti. Chi vuole spendere meno deve quindi continuare a confrontare i prezzi e, quando possibile, evitare il rifornimento in autostrada.

