Caro carburanti, non tutte le pompe Eni applicano il tetto: «Avrei perso 4.000 euro»

Alcuni gestori si sono trovati con le cisterne piene di carburante acquistato quando i prezzi all’ingrosso erano molto più alti
Eni

Il tetto ai prezzi deciso da Eni non è stato applicato subito da tutti i distributori del marchio. La misura prevede un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, per almeno 30 giorni. Anche IP e Q8 hanno annunciato nei giorni scorsi provvedimenti simili. Ma alcuni gestori si sono trovati con le cisterne piene di carburante acquistato quando i prezzi all’ingrosso erano molto più alti.

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Prezzi carburanti, perché alcuni distributori non hanno aderito

La decisione di Eni arriva mentre i costi energetici restano elevati e il governo ha ridotto lo sconto sulle accise del diesel: dal 26 settembre il taglio è sceso da circa 12 a 6 centesimi al litro e resterà in vigore fino al 5 ottobre. Il tetto Eni, entrato in vigore il 28 settembre, ha portato solo a una flessione contenuta delle medie nazionali. Il 29 settembre il prezzo self service medio era di 2,126 euro al litro per la benzina e 2,335 euro per il diesel.

Per i gestori indipendenti, aderire subito alla riduzione può però significare vendere in perdita il carburante già acquistato. Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e titolare di una stazione Eni, ha spiegato che le scorte erano state comprate ai prezzi della settimana precedente, tra i più alti. Abbassare immediatamente il prezzo alla pompa avrebbe quindi comportato una perdita consistente.

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Mora ha quantificato il possibile impatto sulla propria attività: con il carburante già presente nelle cisterne, avrebbe perso circa 4.000 euro. Una cifra che aiuta a capire perché alcuni impianti non abbiano applicato subito il tetto, mentre altri hanno aderito e si sono ritrovati con le scorte esaurite in poche ore.

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La situazione ha creato differenze anche tra distributori della stessa rete: in alcuni casi il diesel è rimasto ben sopra i 2,19 euro al litro, mentre altri impianti hanno terminato il prodotto e atteso nuove forniture. Secondo Mora, alcuni gestori hanno accettato di sostenere direttamente parte del costo pur di adeguarsi al nuovo prezzo. Il tetto di Eni è stato fissato per un periodo iniziale di 30 giorni, con la possibilità di prolungarlo in base all’andamento dei mercati e delle forniture.