Dodge Charger, la muscle car per eccellenza è tornata in Europa

La nuova Dodge Charger torna in Europa per i suoi 60 anni con due anime: la SIXPACK a benzina e la Daytona elettrica.
dodge charger 2026

Sessant’anni sono un traguardo che il mondo dell’auto celebra raramente con qualcosa di più di un badge commemorativo e qualche edizione speciale. Dodge, invece, sceglie un compleanno tondo per rimettere in pista la Charger in Europa, con una generazione nuova e un progetto che non ha paura di nessuno.

Advertisement

Dal 1966 la Charger è molto più di una sportiva americana. È un simbolo culturale, con le sue linee fastback e quei V8 che facevano paura solo a vederli (e sentirli) passare. Un’auto costruita per farsi notare, e riuscita nell’impresa ben oltre le concessionarie. Il nome Charger è entrato nell’immaginario collettivo. Il legame col drag racing NHRA ha fatto il resto, trasformando il marchio in un culto per chi considera il 0-400 metri un’unità di misura quasi religiosa.

dodge charger 2026
Advertisement

Ora arriva la svolta europea. Cosa resta di tutto questo nell’era dell’elettrificazione? La risposta di Dodge è una doppia anima. La versione SIXPACK porta avanti la tradizione a benzina, per chi vuole ancora sentire qualcosa sotto il piede destro. La Charger Daytona elettrica, invece, porta le prestazioni del marchio in un territorio nuovo, dove il rombo è opzionale ma i numeri non deludono.

Fabio Catone, responsabile Dodge in Europa, ha definito il ritorno della Charger sul mercato continentale un momento significativo per il marchio. Inconfondibile, ha detto, ed è difficile dargli torto: carreggiata larga, design muscoloso, presenza scenica impossibile da ignorare. La ricetta estetica non cambia. Quel che cambia è che adesso la Charger deve dimostrare di emozionare anche senza (esclusivamente) l’otto cilindri.

dodge charger 2026

Quel che è certo è che il ritorno in Europa di un nome così carico di storia non passa inosservato. Se la nuova generazione riuscirà a tenere insieme eredità e innovazione senza sacrificare l’una per compiacere l’altra, il sessantesimo anniversario potrebbe essere davvero un punto di partenza per la muscle car che conoscono tutti da una parte all’altra del globo.