Trent’anni fa la X5 reinventò il concetto di SUV premium. Ora BMW si prepara a reinventare la X5. La quinta generazione, attesa entro fine 2026, non è un semplice aggiornamento. Si prospetta la dimostrazione di come un costruttore tradizionale può affrontare la transizione energetica senza scegliere un lato solo. Benzina, diesel, ibrida plug-in, elettrica pura e, nel 2028, persino idrogeno.
L’estetica della nuova X5 cambia con decisione. Il frontale adotta la griglia verticale Neue Klasse, illuminata dalla firma BMW Iconic Glow. I fari adattivi disegnano una doppia X luminosa, con la possibilità di tenerne spenta metà per una firma diagonale più sobria. Un dettaglio insolito che fa capire quanto BMW stia giocando anche con l’identità visiva come elemento di personalizzazione.

Il cofano scolpito si allunga su una carrozzeria che misura 4,99 metri di lunghezza per quasi 2 di larghezza, ma la linea del tetto più tesa e i passaruota pronunciati alleggeriscono visivamente la massa. La curva di Hofmeister al lunotto resta, fedele come sempre.

Dentro, la discontinuità è più netta. L’abitacolo ruota attorno al sistema Panoramic iDrive: niente più strumentazione tradizionale, ma un display che si estende lungo tutta la base del parabrezza, il Panoramic Vision, affiancato da un touchscreen centrale trapezoidale da 17,9 pollici e da un head-up display tridimensionale. La novità più discussa sarà probabilmente lo schermo widescreen 21:9 lato passeggero, pensato per streaming, gaming e videochiamate.

I materiali seguono la direzione premium del segmento: ardesia, inserti in vetro, pelle Merino e la linea Veganza animal-free. Il bagagliaio da 650 litri e le sospensioni adattive che abbassano il veicolo per agevolare il carico ricordano che, nonostante tutto, la X5 resta un’auto da famiglia.
Sul fronte meccanico, la gamma è volutamente onnicomprensiva. Il motore sei cilindri benzina da 400 CV con mild hybrid a 48V apre la danza, affiancato da un diesel sei cilindri da 313 CV. Le plug-in arrivano dopo: la X5 50e con quasi 490 CV e oltre 100 km di autonomia elettrica, la M60e che supera i 600 CV mantenendo circa 100 km a zero emissioni.
La iX5 elettrica, invece, adotta architettura a 800 volt, batteria da circa 140 kWh, 578 CV e 805 Nm di coppia. BMW dichiara fino a 800 km di autonomia WLTP e ricarica fino a 450 kW, numeri che, se confermati all’omologazione, ridisegnerebbero i riferimenti del segmento.

Un’altra sfida giungerà nel 2028, con l’arrivo della versione a idrogeno sviluppata con Toyota. I serbatoi piatti integrati nella struttura sono pensati per non sacrificare spazio interno, uno dei nodi irrisolti degli attuali veicoli a celle a combustibile.
La produzione della nuova BMW X5 si terrà a Spartanburg, negli States. Il lancio sul mercato è previsto per la fine di novembre 2026 per i primi modelli, con le versioni 100% elettriche e plug-in hybrid che arriveranno invece all’inizio dell’anno prossimo.
