Europea e americana allo stesso tempo: il gioco impossibile di Stellantis

Stellantis gioca su due tavoli: elettrico in Europa, termico in America. Una contraddizione o un vantaggio competitivo?
fabbrica in messico, Stellantis

Stellantis ha un problema che non si discute abbastanza spesso. Il colosso deve essere due cose diverse allo stesso tempo, su due sponde dell’Atlantico che si stanno allontanando a velocità crescente.

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In Europa le regole parlano chiaro. Elettrico, elettrificazione, emissioni verso zero, il calendario è scritto, le multe per chi non rispetta i target CO2 quasi stampate, per così dire. Stellantis deve stare al gioco con batterie più economiche, autonomie più serie, ricarica che non sia un’odissea. Il problema è che nel frattempo benzina e ibrido continuano a muovere i volumi, soprattutto nel segmento entry level dove il prezzo di un elettrico è ancora una barriera reale.

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Negli Stati Uniti il film è diverso. Jeep vende libertà e fango, Ram vende cavalli e capacità di traino con i clienti americani che non stanno certo aspettando la transizione ecologica con ansia. Loro vogliono un motore che risponda, un gancio da traino certificato e un serbatoio che li porti dove vogliono. Accelerare verso l’elettrico troppo in fretta, in quel mercato, significa regalare quote a Ford e GM senza combattere.

USA, Stellantis

Antonio Filosa si trova quindi a gestire un gruppo che non può permettersi una sola strategia globale. Stellantis deve così sviluppare piattaforme elettriche competitive, tenere vivi e aggiornare i motori a combustione, che in certi mercati resteranno dominanti ancora a lungo, e nel frattempo non perdere il treno sul software. Oggi l’infotainment, gli aggiornamenti over-the-air e i sistemi ADAS, d’altronde, sono parte integrante della percezione del prodotto.

Le fabbriche devono seguire, non bastano più linee pensate per un solo tipo di powertrain: servono impianti flessibili, fornitori capaci di adattarsi, logistiche diverse per mercati diversi. La standardizzazione totale, quella che sembrava il grande vantaggio di un gruppo con quattordici marchi, rischia di diventare un limite quando i mercati divergono invece di convergere.

fabbrica USA, Stellantis
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C’è però una lettura alternativa: essere costretti a presidiare mercati così diversi può costruire una competenza reale nella flessibilità industriale. Chi impara a fare auto per contesti radicalmente diversi produce più prodotti giusti. In un’industria che si sta frammentando per regole, gusti e infrastrutture, potrebbe essere la qualità che conta di più.