I LED sembrano aver convinto i designer a tornare al cerchio

I fari rotondi sembravano archeologia. I LED li hanno resuscitati come firma di design. E ora il rettangolo sembra il vero vecchio.
Renault-4

Il faro rettangolare sembrava aver vinto, ma dopo l’arrivo dei LED, col passare del tempo (neanche troppo, per la verità) e il cerchio si è preso la rivincita.

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Per decenni la forma circolare non era una scelta stilistica, era una costrizione tecnica. I riflettori rotondi erano semplici da produrre ed efficaci da puntare. Su modelli come la Fiat 500 originale e la Mini classica diventarono tratti identitari quasi per inerzia.

frontale fiat 500

Poi, a partire dagli anni Sessanta, il rettangolo si impose come manifesto della modernità, frontali più bassi, aerodinamica migliore, un’aria da progetto ingegneristico piuttosto che da oggetto di culto. Fiat Tipo dopo la Ritmo, la 127 contro la prima 128, i frontali di Citroën e Peugeot, tutti sulla stessa rotta. Il futuro, evidentemente e irrimediabilmente, aveva spigoli.

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fiat tipo 16v

Il paradosso è che a ribaltare di nuovo le carte non è stata una moda retrò, ma una tecnologia. Con i LED la sorgente luminosa si è liberata dalla forma, così non serviva più un riflettore, bastava tracciare una linea. I designer hanno capito che quella linea poteva disegnare un cerchio, in qualche modo un’evocazione del faro “originale”.

frontale fiat 500

La nuova Renault 4 E-Tech (ed è in buona compagnia) lo fa con amore filologico. La Mini ci gioca da anni, trasformando quell’anello luminoso nel principale argomento di continuità con la classica del 1959. Fiat 500 idem. Nessuna di queste auto monta un riflettore rotondo, montano una firma grafica che del riflettore ricorda il profilo.

Il rovesciamento storico vede il faro rettangolare, che per oltre vent’anni ha incarnato l’idea stessa di futuro, divenuto ormai il più datato dei due. Il cerchio LED, invece, riesce nel piccolo miracolo di sembrare allo stesso tempo antico e attuale.

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Il design automobilistico non procede mai in linea retta, e questa storia lo dimostra meglio di molte altre. Una forma nata per necessità tecnica, il cerchio, abbandonata in nome del progresso, viene recuperata proprio dal progresso successivo e trasformata in qualcosa di completamente diverso da ciò che era.