Stellantis perde oltre il 5% in Borsa nonostante ricavi e utile in ripresa

Ricavi a 43,5 miliardi e utile netto di 300 milioni non bastano a sostenere Stellantis, penalizzata a Piazza Affari dalla debole redditività.
Stellantis

Stellantis è finita rapidamente in coda al FTSE Mib nonostante ricavi e utile in recupero nel secondo trimestre 2026, in una reazione che sembra aver premiato meno il confronto con lo scorso anno e più la debolezza ancora presente sul fronte dei margini. Il titolo ha aperto con un ribasso vicino al 6 per cento, faticando a entrare in contrattazione ed estendendo la flessione fino a circa l’8 per cento nei primissimi scambi, con un minimo in area 4,85 euro. Intorno alle 10.30 le quotazioni si attestavano a 5,01 euro, in calo del 5,24 per cento rispetto al riferimento della vigilia, dopo un rimbalzo che aveva riportato il prezzo poco sopra i 5,10 euro.

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stellantis mirafiori

L’intensità delle vendite si è riflessa anche sui volumi, con oltre 22,5 milioni di azioni già passate di mano nelle prime ore della seduta. Un movimento di questa ampiezza suggerisce che gli investitori non abbiano ritenuto sufficiente il recupero emerso dai conti, pur registrando un progresso rispetto alla fase difficile attraversata dal gruppo nel 2025, mentre la parziale risalita dai minimi indica un tentativo di stabilizzazione già nella prima parte della mattinata.

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Tra aprile e giugno il costruttore ha realizzato ricavi netti per 43,5 miliardi di euro, in crescita del 13 per cento su base annua grazie soprattutto alla ripresa delle attività in Nord America. L’utile netto è tornato in territorio positivo attestandosi a 300 milioni di euro, mentre l’utile operativo rettificato si è fermato a 800 milioni, pari a un margine dell’1,8 per cento.

Al quadro si aggiunge un flusso di cassa industriale positivo per un miliardo di euro, elemento favorevole che tuttavia non colma la distanza dai livelli di redditività raggiunti negli esercizi migliori. La lettura prevalente sul mercato sembra quindi essere quella di un trimestre di avvio della stabilizzazione, più che di una conferma del superamento definitivo della fase complessa.

stellantis, filosa

L’Europa continua a incidere sui risultati e resta una delle aree nelle quali il gruppo deve recuperare competitività, mentre sulla seconda parte del 2026 pesano le incognite legate alla domanda, ai dazi e all’evoluzione dei costi. Anche l’indicazione di un rafforzamento più visibile soltanto nel quarto trimestre, dopo la consueta pausa produttiva estiva, potrebbe aver contribuito alla prudenza degli operatori.

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Gli obiettivi per l’intero esercizio sono stati confermati e la società punta sul miglioramento delle attività operative, oltre che sull’arrivo dei modelli previsti dal piano FaSTLAne 2030. La reazione di Piazza Affari indica però che alla crescita dei ricavi il mercato chiede di associare margini più ampi e un recupero più visibile nelle attività europee, dove il ritorno all’utile rappresenta per ora un primo passo.