Tavares resta il più pagato in Stellantis: quasi 12 milioni nel 2025 nonostante l’addio

Anche nel 2025 Carlos Tavares è stato il più pagato di Stellantis grazie a incentivi e pagamenti differiti
Carlos Tavares Carlos Tavares

Carlos Tavares non guida più Stellantis da mesi, ma il suo nome continua a dominare la classifica delle retribuzioni del gruppo. Nel rapporto annuale pubblicato il 26 febbraio, la holding certifica che nel 2025 l’ex amministratore delegato ha percepito una remunerazione complessiva di 11.928.066 euro. Una cifra che colpisce, soprattutto perché arriva dopo la sua uscita operativa dall’azienda.

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Anche nel 2025 Carlos Tavares è stato il più pagato di Stellantis grazie a incentivi e pagamenti differiti

Va precisato che gran parte dell’importo è legata a pagamenti differiti e a meccanismi di incentivazione maturati negli anni precedenti. Non si tratta, dunque, esclusivamente di compensi riferiti all’ultimo esercizio. Tuttavia, al di là degli aspetti tecnici e contrattuali, l’effetto simbolico resta potente.

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In una fase in cui Stellantis sta lavorando per riorganizzare la struttura interna, contenere i costi e affrontare un mercato sempre più complesso, vedere il nome dell’ex CEO ancora in cima alla lista dei compensi suscita inevitabilmente reazioni. Il dato, più che la cifra in sé, alimenta il dibattito.

carlos tavares

Il confronto con l’attuale vertice rende il quadro ancora più evidente. Antonio Filosa, nominato amministratore delegato dal 23 giugno 2025, ha chiuso l’anno con una remunerazione complessiva di 5.424.683 euro tra stipendio base, benefit e incentivi. Una somma importante, ma meno della metà rispetto a quanto incassato da Tavares nello stesso periodo.

Anche il presidente John Elkann si colloca su livelli inferiori: 2.450.938 euro nel 2025. Numeri che, letti uno accanto all’altro, creano un paradosso evidente: l’ex amministratore delegato resta il dirigente più pagato del gruppo, pur non essendo più alla guida operativa dell’azienda.

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Il tema si inserisce in un contesto non semplice per Stellantis. Il gruppo sta affrontando pressioni sui margini, sfide legate alla transizione elettrica e una competizione internazionale sempre più serrata. Internamente, inoltre, non sono mancate tensioni legate agli obiettivi produttivi e alle strategie industriali.

Proprio su questo punto si innesta un altro elemento delicato. Nel 2025 ai dipendenti Stellantis non è stato riconosciuto il bonus annuale da 636 euro, a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi di produzione fissati. Una decisione che, in un clima già complesso, ha generato malumori.

Il confronto tra la mancata erogazione del premio ai lavoratori e la remunerazione milionaria dell’ex CEO diventa così inevitabile. Anche se si tratta di dinamiche diverse – da un lato contratti dirigenziali pluriennali con clausole precise, dall’altro premi legati a target industriali – la percezione pubblica tende a semplificare.

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Alcune analisi sottolineano come situazioni di questo tipo possano trasformarsi in un boomerang reputazionale. In un’epoca in cui la governance aziendale è sotto osservazione costante da parte di investitori, dipendenti e opinione pubblica, l’equilibrio tra performance, compensi e clima interno assume un peso crescente.

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Resta il fatto che la remunerazione di Tavares riflette un modello diffuso nelle grandi multinazionali, dove bonus differiti, stock option e incentivi a lungo termine possono maturare anche dopo la fine del mandato. È una pratica consolidata nel capitalismo globale, ma non per questo immune da critiche.

Per Stellantis la sfida ora è guardare avanti. Con una nuova leadership e un mercato in trasformazione, il gruppo dovrà dimostrare di saper conciliare risultati economici, coesione interna e credibilità esterna. I numeri del bilancio raccontano una realtà contrattuale. Ma sono le percezioni, spesso, a pesare di più nel dibattito pubblico.