Stellantis, incontro decisivo a Roma: le fabbriche italiane cercano garanzie

Stellantis incontrerà i sindacati a Roma per chiarire il futuro degli stabilimenti italiani.
antonio filosa stellantis

Il futuro degli stabilimenti italiani di Stellantis torna al centro del confronto sindacale lunedì a Roma, in un incontro destinato a chiarire la collocazione delle fabbriche nazionali nella nuova strategia europea del gruppo e a definire le prospettive occupazionali di migliaia di lavoratori.

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L’appuntamento rappresenta uno dei primi banchi di prova per la fase aperta da Antonio Filosa alla guida del gruppo. Dopo la presentazione del piano strategico a Detroit, la delegazione aziendale guidata da Emanuele Cappellano, responsabile delle attività Stellantis in Europa, dovrà spiegare come gli obiettivi globali si tradurranno in missioni industriali, assegnazioni di modelli e carichi di lavoro per i siti italiani, superando la stagione delle dichiarazioni generiche degli ultimi mesi.

Stellantis Melfi
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Sul tavolo le organizzazioni dei lavoratori porteranno quattro questioni principali, ossia volumi produttivi, assegnazione di nuovi modelli, tenuta dell’occupazione e prospettive dell’indotto. La priorità resta capire se gli impianti italiani avranno un ruolo stabile nella nuova geografia industriale del gruppo o continueranno a essere esposti a fasi alterne di produzione, fermate e ammortizzatori sociali, con conseguenze dirette sulla filiera dei fornitori.

Mirafiori resta il sito più osservato, attraversato da anni di volumi ridotti e bisognoso di una ridefinizione della propria missione industriale. Melfi deve dimostrare di poter tornare a saturazioni adeguate, mentre a Pomigliano l’attenzione è alta sulle future assegnazioni legate ai modelli più accessibili. Cassino vive una situazione delicata, con linee dedicate ai segmenti premium che non hanno garantito piena saturazione e in attesa di prodotti capaci di rilanciare il sito laziale. Il quadro coinvolge anche Atessa, cuore dei veicoli commerciali, e Termoli, fondamentale per la riconversione verso la componentistica elettrificata.

stellantis

Il nodo decisivo resta però quello dei volumi. Negli ultimi anni gli impianti italiani hanno registrato una distanza crescente tra capacità produttiva teorica e produzione reale, con ricorso frequente agli ammortizzatori sociali. L’assegnazione di nuovi modelli non garantisce di per sé la tenuta industriale, come dimostra Mirafiori con la 500, se non accompagnata da numeri sufficienti a sostenere occupazione e indotto nel medio periodo.

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Il vertice non chiuderà i dossier aperti, ma potrà indicare se l’Italia manterrà un ruolo centrale nella nuova strategia di Stellantis o diventerà una piattaforma produttiva secondaria in Europa.