Stellantis punta a ridurre di 6 miliardi di euro i costi annuali entro il 2028 rispetto al livello del 2025, un obiettivo inserito nel Value Creation Program, uno dei pilastri del piano FaSTLAne 2030, con interventi distribuiti fra acquisti, stabilimenti, sviluppo dei prodotti e logistica.
La cifra di 2,4 miliardi riferita al 2026 non corrisponde però ai risparmi che il gruppo conta di contabilizzare interamente nell’esercizio. Durante l’Investor Day Antonio Filosa ha spiegato che entro la fine dell’anno dovrebbe essere avviato circa il 40 per cento delle iniziative individuate, destinate a raggiungere la piena efficacia soltanto nel 2027, e applicando quella quota all’obiettivo complessivo si ottiene appunto l’impatto atteso per il prossimo anno.

Non si tratta di un singolo intervento, quanto di migliaia di progetti sviluppati con il contributo di quasi 3.000 persone all’interno dell’azienda. Una parte del lavoro riguarda gli acquisti, dove Stellantis intende sfruttare meglio le proprie dimensioni globali e rivedere la progettazione di alcuni componenti per ottenere prestazioni equivalenti a costi inferiori, in un confronto con i fornitori reso delicato dalle tensioni emerse negli anni scorsi sui prezzi e sui tempi di consegna.
Nelle fabbriche il programma dovrebbe concentrarsi sull’organizzazione delle linee, sull’impiego della capacità disponibile e sulla riduzione del costo unitario di ogni veicolo, mentre anche qualità e garanzie possono incidere sul risultato, dato che meno difetti e meno riparazioni significano minori spese dopo l’uscita dell’auto dallo stabilimento.

La revisione potrebbe estendersi alla logistica, con percorsi più razionali fra fornitori, impianti e centri di distribuzione, carichi meglio sfruttati e una gestione delle scorte più efficiente, anche se eventuali accorpamenti di magazzini non risultano dettagliati nelle comunicazioni ufficiali.
Resta incerto il tema dell’occupazione, perché secondo indiscrezioni anche l’organico potrebbe entrare nella discussione, andando quindi a utilizzare la stessa strategia di Volkswagen, ma Stellantis non ha collegato ufficialmente l’obiettivo dei 6 miliardi a un piano di riduzione dei dipendenti. Il primo riscontro arriverà nel 2027, quando sarà possibile misurare l’effetto economico delle iniziative avviate quest’anno. Nel frattempo, Fiat sta spingendo la ripresa del gruppo con ottimi risultati sul mercato.
