Alfa Romeo, l’idea per una City Compact Car con tre pedali e oltre 200 CV

Un render immagina un’Alfa Romeo City Compact Car con 215 CV e cambio manuale. Non esiste, ma fa più rumore di molte auto reali.
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Ecco, spiegato in breve, come un render possa far venire voglia di passare al concessionario. Peccato che lo store Alfa Romeo a cui rivolgersi non esista e probabilmente non esisterà mai. Restomod GT, creatore indipendente con il vizio di immaginare Alfa Romeo da sogno, ha tirato fuori questa City Compact Car aiutandosi con l’intelligenza artificiale.

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Nasce così una piccola sportiva a tre porte che occupa lo spazio lasciato libero dalla MiTo, ma con proporzioni molto più aggressive e una scheda tecnica che una normalissima utilitaria non si potrebbe permettere.

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Esteticamente il progetto per la piccola Alfa non va per il sottile. Carreggiata larga, assetto ribassato, parafanghi pronunciati che escono dal fianco come se la carrozzeria avesse preso una boccata d’aria. Il frontale porta lo scudetto incastonato in una fascia nera che taglia le luci anteriori sottili come lame. Il posteriore è ancora più teso con lunotto inclinato, spoiler, diffusore e doppio scarico. Cerchi da 18 pollici neri con pneumatici a spalla ridotta.

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Il cuore immaginato da Restomod GT è il motore 1.3 GSE-T4 Hybrid Performance da 1.332 cc, quattro cilindri turbo mild hybrid a 48 volt della famiglia FireFly. Nella configurazione base arriva a 200 CV e 320 Nm di coppia, con la modalità Race e l’overboost attivato, la potenza sale a 215 CV. Il cambio sarebbe un TCT7 a doppia frizione e sette rapporti, trazione anteriore, differenziale autobloccante meccanico.

Si sogna anche una variante con cambio manuale FC-M6 a sei marce. Leva corta, tre pedali, rev-matching disattivabile, roba che nel 2026 è diventata quasi un reperto da museo, ma che su una piccola Alfa Romeo sportiva avrebbe ancora perfettamente senso.

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Ovviamente Alfa Romeo non ha in programma nulla di simile. Il Biscione ha già il calendario pieno, prima l’erede di Tonale su piattaforma STLA Medium a Melfi, poi il ritorno di una figlia (o nipote) di Giulietta e 147 su STLA One. Eppure, se qualcuno con un software e un po’ di visione riesce a immaginare una cosa così, perché Stellantis non ci riesce per il mercato reale?