Un render pubblicato su un forum di appassionati non è una grande notizia, di solito. Eppure quando si tratta di Alfa Romeo e di una possibile erede della Giulietta, anche un’illustrazione non ufficiale basta a rimettere in moto il dibattito. L’immagine, opera di un utente sul forum di Autopareri, non del Centro Stile di Arese, ha riacceso l’entusiasmo intorno a un progetto che esiste davvero, almeno sulla carta del piano strategico Stellantis.

Quel piano conferma il ritorno di Alfa Romeo nel segmento C, la fascia delle compatte premium da cui il Biscione manca da anni. Nome ancora da decidere: potrebbe essere Giulietta, potrebbe essere 147, potrebbe essere qualcosa di completamente nuovo. Quello che conta è il concetto, appunto, una compatta Alfa, e la data, fissata entro il 2030, insieme ad altri modelli tra cui l’erede della Tonale.
La base tecnica sarà la piattaforma STLA One, l’architettura Stellantis pensata per essere condivisa ma sufficientemente flessibile da permettere ai singoli marchi di intervenire su assetto, sterzo e dinamica. Alfa Romeo dovrebbe proporre un “pacchetto” con messa a punto specifica, sospensioni dedicate, sterzo diretto. La piattaforma sarà comune, il carattere dovrà essere riconoscibile. È una promessa che il marchio deve ancora imparare a mantenere con costanza.

La gamma motori sarà multi-energia, ibrido ed elettrico, per inseguire mercati che si muovono a velocità diverse verso la transizione. Una scelta prudente, che evita la dipendenza esclusiva dall’elettrico in un momento in cui le vendite dei veicoli a batteria rallentano in diversi mercati chiave.
Che forma avrà? Il sogno è la hatchback a cinque porte, bassa e filante, pronta a sfidare Golf, Audi A3 e le compatte premium tedesche sul loro terreno. La realtà commerciale potrebbe portare verso una fastback o una crossover leggermente rialzata, più adatta ai gusti attuali e capace di allargare il bacino di acquirenti. Qualunque carrozzeria scelgano ad Arese, il banco di prova sarà la guida.
