Alpine A110, il futuro arriva direttamente dalla Renault 5 Turbo 3E

La nuova Alpine A110 elettrica sfida la fisica: piattaforma in alluminio, cuore derivato dalla folle Renault 5 Turbo 3E e interni bespoke.
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Se pensavate che il passaggio all’elettrico avrebbe trasformato la Alpine A110 in un elettrodomestico silenzioso e senz’anima, potreste cambiare idea, o almeno a concedere il beneficio del dubbio. Philippe Krief, attuale CEO del brand ma con un passato da mastermind dietro gioielli di casa Ferrari, ha sganciato la bomba durante l’ultimo Rétromobile di Parigi.

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La futura A110 elettrica condividerà piattaforma e componenti meccanici con la brutale Renault 5 Turbo 3E. Parliamo della stessa mega-hatch da 533 CV capace di bruciare lo 0-100 in meno di 3,5 secondi. Insomma, non proprio un’auto per andare a fare la spesa.

Renault 5 Turbo 3E
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Sotto la carrozzeria troverà posto la Alpine Performance Platform (APP), una struttura in alluminio progettata millimetricamente attorno a un pacco batterie da 70 kWh posizionato strategicamente dietro i sedili. Ma la vera chicca per i feticisti della guida è la posizione dei piedi sollevata e il sedile ultra-reclinato, una configurazione ispirata direttamente alla Formula 1 che promette una sportività esasperata.

Esteticamente, scordatevi l’operazione nostalgia pura. La silhouette compatta e i quattro iconici proiettori circolari rimarranno, ma saranno declinati in una chiave futuristica.

alpine a110 render

In termini di potenza, il target è superare i 345 CV della versione R Ultime, affidando la spinta iniziale a due motori posteriori, anche se l’opzione dei motori in-wheel (quelli integrati nelle ruote, per capirci) resta una possibilità concreta.

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La sfida più grande sembra essere il peso. Fermare l’ago della bilancia a circa 1.500 kg per un’elettrica è un’impresa titanica, ma necessaria per garantire un’autonomia superiore alle 300 miglia e, soprattutto, la capacità di completare tre giri “a tavoletta” al Nürburgring senza che l’elettronica decida di andare in protezione.

Ma Alpine non si fermerà a una sola coupé. La gamma si espanderà con versioni cabriolet, varianti a quattro posti in stile GT e persino l’ombra di un SUV extralarge. All’orizzonte si intravede anche una hypercar da oltre 1.000 CV alimentata ad idrogeno, ispirata al concept Alpenglow V6. La notizia migliore, però, arriva dagli interni: saranno finalmente bespoke, i primi a non essere un riciclo di componenti Renault. Pochi schermi, molti comandi fisici e una filosofia minimalista dove l’uomo non è l’accessorio del software.