Auto a idrogeno, fallimento totale: in questo Paese europeo non potranno più essere ricaricate

M Magarini
È un fiasco totale quello maturato dalle auto a idrogeno. In questo Paese europeo scompariranno le stazioni di rifornimento.
Auto a idrogeno

I numeri in Italia delle auto a idrogeno sono molto, molto bassi. Addirittura, nel 2023 sono state appena due le unità vendute, peggio anche del 2022 (allora almeno era state almeno sette). Finora la clientela ha dimostrato uno scarso interesse nei confronti di questa tipologia di alimentazione e ne si ha la riprova guardando oltre, anche in quei Paesi più evoluti. Quando si parla di corso elettrico, dopo la Cina si tirano in ballo gli Stati scandinavi. In Norvegia le bev circolanti sono già superiori alle endotermiche, mentre le auto a idrogeno rimangono ignorate. L’ultima storia trapelata alle cronache lo attesta in maniera ancora più inconfutabile.

Auto a idrogeno: disinvestimento totale in un Paese europeo

Toyota Hilux prototipo idrogeno

Dopo aver preso il controllo di ogni distributore di idrogeno in Norvegia nel 2020, la compagnia Everfuel sventola bandiera bianca. Nonostante l’ingente investimento effettuato pochi anni fa, ha preferito chiudere baracca e burattini, a riprova del poco appeal suscitato. I numeri conseguiti si sono rivelati deludenti, al punto da indurre alla ritirata. Non che l’azienda di per sé se la passi male, anzi. Nel secondo trimestre del 2023 ha totalizzato guadagni pari a 2,06 milioni di euro, in netto incremento rispetto ad aprile-giugno 2022, chiuso a 456 mila euro.

I problemi interessano proprio le auto a idrogeno, incapace di portare i frutti auspicati dall’alta dirigenza: i ricavi derivanti (distributori e non) sono stati di 282 mila euro, in crescita del 3 per cento rispetto a dodici mesi prima. Troppo poco rispetto ai propositi iniziali. L’amministratore delegato di Everfuel, Jacob Krogsgaard, ha paventato una fase stagnante ancora a lungo in ambito automotive. Dunque, hanno in mente di rivedere la propria rete commerciale e chiudere le stazioni meno profittevoli.

Toyota Hilux prototipo idrogeno

Scusandosi per i disagi arrecati al pubblico e ai dipendenti, ha comunicato la scelta di dire stop al rifornimento delle auto a idrogeno. Ciò non avrà, comunque, delle ripercussioni in termini di contratti di fornitura preesistenti. Andranno avanti a onorarli, senza nessun tipo di passo indietro.

La battaglia in favore dell’ambiente verrà comunque ancora combattuta, in differenti ambiti. E, chissà, forse un giorno ci riproveranno. Un giorno lontano, comunque, alla luce del fiasco conseguito, malgrado le alte aspettative nutrite. Con il monopolio sostanziale la società contava di trarre grandi ritorni economici e, invece, le toccherà incassare il duro colpo. Tolte rare eccezioni, tra cui Toyota e Hyundia-Kia, gli stessi produttori appaiono disinteressati nei veicoli H2. E il dietrofront di Everfuel ribadisce lo scarso riscontro.

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