Il mercato dell’auto elettrica torna a correre in Europa e Renault sembra essere tra i marchi che stanno beneficiando di più di questa nuova accelerazione. A confermarlo sono le recenti parole del CEO François Provost, che ha spiegato come la domanda di vetture a batteria sia cresciuta in modo significativo, spingendo la casa francese a valutare persino nuovi turni produttivi.
Il caro benzina accelera la corsa all’elettrico tra i clienti di Renault
A cambiare il clima del mercato è stato soprattutto il forte aumento dei prezzi di benzina e gasolio, legato alle tensioni in Medio Oriente e alle ricadute sui costi dell’energia. In Italia, come in altri Paesi europei, il rincaro dei carburanti ha riaperto il dibattito sulla convenienza dell’elettrico, soprattutto in vista della fine del taglio delle accise prevista dopo il 3 luglio.
Secondo quanto riferito da Provost a Reuters, in Francia e Germania le immatricolazioni di auto elettriche sarebbero aumentate del 50%. Un dato che racconta bene il cambio di passo di molti automobilisti, oggi più attenti ai costi di gestione e meno disposti a dipendere dall’andamento instabile del petrolio.
Renault, in questo scenario, si trova in una posizione favorevole. La casa del Diamante dispone di una gamma elettrica sempre più riconoscibile, guidata dalla Renault 5, modello simbolo della nuova strategia del marchio. A questa si aggiunge la nuova Twingo elettrica, recentemente ordinabile e destinata a rafforzare la presenza del costruttore nel segmento delle city car a zero emissioni.
La crescita della domanda sta però creando anche nuove pressioni industriali. “Al momento stiamo superando la capacità produttiva di auto elettriche”, ha dichiarato Provost. Per questo Renault starebbe valutando l’introduzione di turni aggiuntivi negli stabilimenti di Douai, Maubeuge e Novo Mesto, tre poli chiave per la produzione elettrica del gruppo.

Il fenomeno non riguarda soltanto Renault. L’Europa sta mostrando segnali più forti rispetto ad altri mercati, con una dinamica migliore persino della Cina e molto distante dagli Stati Uniti, dove le immatricolazioni elettriche restano più deboli.
La vera domanda, ora, è se questa spinta continuerà anche quando i prezzi dei carburanti torneranno a stabilizzarsi. Provost sembra ottimista: per Renault, il passaggio all’elettrico non sarebbe più solo una reazione all’emergenza, ma una tendenza ormai avviata.
