La Renault Clio non si limita ad aggiornarsi. Allarga il ragionamento e lo fa in una direzione che molti costruttori hanno smesso di prendere sul serio: il GPL. La novità nella gamma 2026 si chiama Eco-G 120, ed è un tre cilindri turbo da 1,2 litri progettato fin dall’origine per funzionare a benzina e a gas.

Non si tratta di una conversione, ma è un sistema bifuel integrato (familiare, soprattutto se si conosce la proposta Dacia), con tutto quello che ne consegue in termini di efficienza.
I numeri che contano su questa Clio sono una gran bella tentazione. Due serbatoi separati, 39 litri per la benzina, 50 per il GPL, portano l’autonomia combinata fino a 1.450 chilometri. Nel segmento delle utilitarie è un dato che fa alzare la testa. La potenza sale a 120 CV rispetto ai 100 della versione precedente, la coppia tocca i 200 Nm, e si sente. I consumi restano sobri: circa 6,5 l/100 km in modalità gas, 5,4 a benzina. Le emissioni scendono mediamente del 10% rispetto a un motore tradizionale equivalente.

La novità che cambia davvero la prospettiva, però, è il cambio automatico EDC a doppia frizione. Fino ad oggi il GPL e la guida in città era un’equazione accettabile ma non esaltante. Con questo abbinamento, la Clio Eco-G diventa un’auto concreta anche per chi percorre traffico quotidiano senza voler faticare troppo. Le levette al volante restano disponibili per chi vuole ancora “giocare” col cambio. Il serbatoio del GPL occupa lo spazio della ruota di scorta, quindi bagagliaio e abitacolo non sacrificano nulla.
Sul fronte prezzi, la Clio con cambio automatico parte da 20.900 euro nell’allestimento Evolution. Si sale a 23.300 euro per la Techno e a 24.600 per la Esprit Alpine. Una collocazione netta: più cara delle versioni benzina di base, più accessibile delle full hybrid E-Tech. Un posizionamento intermedio che ha una logica precisa, rivolta a chi vuole risparmiare sul carburante senza scommettere sull’elettrificazione.
