Renault cambia rotta: arrivano le elettriche con range extender per autonomie fino a 1.400 chilometri

Renault sta sviluppando una nuova piattaforma chiamata RGEV Medium 2.0, destinata ai futuri modelli compatti e di fascia media
Renault Renault

Renault si prepara a cambiare approccio sull’elettrificazione e questa volta lo fa aprendo a una soluzione che finora aveva sempre lasciato sullo sfondo. Per anni il marchio francese ha puntato su elettrico puro e full hybrid, evitando di seguire fino in fondo la strada del range extender, cioè quel sistema in cui un piccolo motore termico non muove direttamente le ruote ma serve solo a ricaricare la batteria. Adesso, però, qualcosa sta cambiando.

Advertisement

Renault punta a maxi autonomie per le sue elettriche del futuro grazie al range extender

La casa francese sta sviluppando una nuova piattaforma chiamata RGEV Medium 2.0, destinata ai futuri modelli compatti e di fascia media. La base sarà pensata soprattutto per auto elettriche vere e proprie, ma con una particolarità importante: potrà ospitare anche un piccolo motore a combustione da usare come generatore, così da aumentare in modo deciso l’autonomia complessiva del veicolo.

Advertisement

Ed è proprio questo il punto centrale della nuova strategia. Renault vuole continuare a spingere sull’elettrico, ma allo stesso tempo cerca una risposta concreta a uno dei dubbi che ancora frenano molti clienti: la paura di restare senza autonomia, soprattutto quando si affrontano lunghi viaggi. Secondo i dati anticipati dall’azienda, i modelli completamente elettrici basati su questa piattaforma potranno arrivare fino a 750 chilometri nel ciclo WLTP. Ma la versione con range extender potrebbe spingersi addirittura fino a 1.400 chilometri complessivi. Un numero che, almeno sulla carta, cambia parecchio le prospettive.

Renault

Per Renault questa tecnologia non rappresenta solo un vantaggio pratico per chi guida, ma anche uno strumento utile per affrontare le normative europee sempre più severe sulle emissioni. Il marchio parla infatti di valori inferiori a 25 grammi di CO2 per chilometro, un dato che aiuterebbe a mantenere la gamma competitiva in un mercato dove il rispetto dei limiti ambientali conta sempre di più.

La cosa interessante è che questa nuova architettura non sarà riservata a un solo tipo di auto. Al contrario, Renault la immagina come una piattaforma molto flessibile, adatta a berline, SUV e, dettaglio non secondario, anche minivan. Ed è proprio questo riferimento a far pensare che il marchio stia ragionando anche sul possibile ritorno di un formato che sembrava ormai messo da parte. Dopo la trasformazione dell’Espace in SUV, l’idea di rivedere una proposta più vicina al classico veicolo da famiglia non è da escludere. In questo senso, il concept R-Space Lab potrebbe essere stato qualcosa di più di un semplice esercizio di stile.

Advertisement

I futuri modelli basati sulla RGEV Medium 2.0 avranno anche altre caratteristiche interessanti. Saranno disponibili in versione a trazione integrale, potranno trainare fino a due tonnellate e useranno un’architettura a 800 Volt, quindi compatibile con ricariche ultraveloci. Renault promette che, a partire dal 2028, queste auto saranno in grado di recuperare una quota importante di autonomia in appena dieci minuti di ricarica.

Renault

Dietro questa scelta, però, c’è anche una logica industriale molto chiara. Renault vuole ridurre i costi di sviluppo fino al 40% e sta già lavorando in Francia a nuovi modelli per i segmenti C e D, che oggi rappresentano una parte importante delle sue vendite. Questa nuova generazione di vetture farà parte di quella che il marchio definisce la seconda ondata della sua offensiva elettrificata, una fase in cui troveranno spazio anche ibridi di nuova generazione. L’obiettivo finale resta molto ambizioso: entro il 2030 la casa francese vuole vendere in Europa solo auto ibride o elettriche.