Non è un prototipo, è solo un render realizzato da Sezer Design con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. L’ipotesi grafica chiede semplicemente cosa succederebbe se la X1/9 esistesse ancora. Guardando la gamma attuale in Fiat, farebbe anche male rispondersi.
La domanda è legittima, considerato quello che era la X1/9 originale. Quando arrivò nel 1972, Fiat vendeva utilitarie e berline compatte. La X1/9 era un’altra cosa con due posti, tetto asportabile, motore centrale, trazione posteriore. Una configurazione da sportiva esotica infilata in una carrozzeria firmata Marcello Gandini per Bertone.

Il primo motore era un 1.3 da 75 CV derivato dalla 128. Poi arrivò il 1.5 da 85 CV con il cambio a cinque marce. Quella macchina non nasceva per i numeri. Pesava poco, era compatta, e aveva un’impostazione di guida che compensava largamente quello che non aveva. Dal 1982, Fiat mollò il modello e fu venduto direttamente con il marchio Bertone, fino al 1989.
Sezer Design è andato ben oltre un semplice aggiornamento estetico. Il render è estremo: carrozzeria larga e schiacciata, frontale quasi completamente liscio attraversato da una sottile fascia luminosa, ruote enormi, prese d’aria sui fianchi che dichiarano apertamente dove sta il motore.

L’interno non conserva quasi nulla della Fiat degli anni Settanta. Plancia digitale, grandi superfici nere, logo Fiat davanti al passeggero, rivestimenti marroni che rendono l’abitacolo inaspettatamente elegante.

Oggi Fiat ha i conti in ordine da fare: Grande Panda al centro della gamma, poi Grizzly, Grizzly Fastback, Multiplina, nuova Pandina, un pickup. Volumi, famiglie, mercati emergenti sono concetti centrali per la Casa torinese. Una piccola sportiva a motore centrale non entra facilmente in questo ragionamento industriale.
Eppure attirerebbe l’attenzione immediatamente. Una X1/9 moderna, leggera, magari accessibile, sarebbe qualcosa che nella gamma Fiat manca da oltre trent’anni. Sezer Design ha elaborato qualcosa di più fastidioso di un’ipotesi: ha mostrato cosa ci stiamo perdendo.
