La Pandina vende così bene che, pensate, sta diventando il problema di Stellantis. Sembra paradosso retorico, ma è una questione industriale concreta da comprendere. Nel 2026 Fiat Panda e Pandina hanno totalizzato 81.638 immatricolazioni in Europa. Di queste, 73.334 sono arrivate dall’Italia, quasi il 90 per cento del totale. Un modello che dovrebbe essere in fase calante “tiene in ostaggio” il mercato domestico con una fedeltà difficile da prevedere.
La Grande Panda, nel frattempo, si è fermata a 46.687 unità europee, di cui 26.270 in Italia. Più moderna, più grande, pensata per essere il futuro del brand. Tuttavia è ancora distante, in termini di volumi, dalla sorella più anziana. L’arrivo della versione a benzina a un prezzo più accessibile non ha cambiato l’equilibrio e la forbice resta ampia.

Il motivo non è difficile da leggere. La Pandina è piccola, riconoscibile, percepita come semplice e relativamente economica. La Grande Panda appartiene già a un’altra categoria, per dimensioni, per impostazione, per il tipo di acquirente a cui si rivolge. Sono due auto diverse che rispondono a bisogni diversi: il guaio è che una delle due non potrà restare in produzione per sempre.
A Pomigliano d’Arco, dove oggi nasce la Pandina, Stellantis ha già altri programmi. Nei prossimi anni arriveranno nuove city car sviluppate secondo le regole europee sul l’idea di E-Car, più due modelli compatti basati sulla piattaforma STLA Small destinati ai grandi numeri. Nello stesso stabilimento vengono prodotti anche Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet, anch’essi destinati a cambiare con la fine del ciclo produttivo attuale.
Il precedente che dovrebbe far perdere il sonno ai manager Stellantis si intravede nella Lancia Ypsilon. La vecchia generazione raggiungeva circa 45.000 immatricolazioni annue. Quella attuale, più grande e sensibilmente più costosa, viaggia su cifre decisamente inferiori. Molti clienti hanno semplicemente smesso di comprare.

La futura piccola Fiat elettrica prevista nel progetto E-Car potrebbe coprire parte del vuoto, ma avrà caratteristiche molto diverse da quelle che hanno reso la Panda un’istituzione. Stesso discorso per la Grande Panda che per ora non ha convinto chi avrebbe comprato la vecchia senza troppi ripensamenti. Stellantis, dunque, deve trovare una nuova utilitaria, ma anche ricreare un equilibrio tra dimensioni, prezzo e semplicità.
