Nel 2028, la Panda (o Pandina, tutto da vedere) torna. Potrebbe costare 15.000 euro, ma ci sono tantissimi ma di mezzo al momento. Secondo le anticipazioni di L’Argus, Fiat starebbe preparando una nuova generazione della sua city car più iconica, con un prezzo d’attacco vicino a quella cifra nella versione elettrica.

La gamma Pandina potrebbe non essere a sola batteria. Sul tavolo ci sono anche soluzioni ibride, termiche e con range extender. Perché vendere un’auto solo elettrica in un Paese dove la colonnina più vicina potrebbe essere un miraggio è, ancora oggi, un rischio bello grosso.
Il nodo motorizzazioni è il più spinoso. In Germania o in Olanda, una piccola elettrica da città risolve tutto. In Italia, la storia è decisamente diversa. La Panda è da sempre quell’auto che porta i figli a scuola e nel weekend parte per l’altro capo della Penisola con un paio di valigie nel bagagliaio. Questa versatilità non è un vezzo, ma è il motivo per cui il modello attuale, nato ormai nel 2011, ribattezzato Pandina nel 2025 per non sovrapporsi alla Grande Panda, è ancora in produzione dopo così tanti anni.

La nuova generazione della Pandina, che potrebbe anche cambiare nome, raccoglie un’eredità pesante. Fiat vuole conservare la stessa formula: piccola, semplice, facile da parcheggiare, ma non relegata ai soli percorsi urbani.
Le prime indicazioni stilistiche arrivano dal concept Ippo, presentato alla Milano Design Week 2026 nell’ambito dell’iniziativa Ciao Futuro, nata dalla collaborazione con gli studenti dello IED di Torino e dell’ISIA di Roma. Il progetto è stato sviluppato sotto la direzione di François Leboine, con la partecipazione di Giorgetto Giugiaro, l’uomo che disegnò la Panda originale nel 1980.

La Ippo è squadrata, con il parabrezza quasi verticale e un tetto che corre dritto fino al portellone. Non una forma pensata per stupire, ma per guadagnare centimetri interni in un’auto che dovrebbe restare sotto i 3,80 metri. Ancora più interessante la soluzione sui gruppi ottici: moduli anteriori e posteriori identici, intercambiabili tra i due lati: meno componenti, meno costi, più semplicità produttiva.
C’è anche una variabile regolatoria. La nuova Pandina potrebbe diventare la prima auto della categoria europea M1E, una nuova omologazione per veicoli elettrici leggeri, accessibili, costruiti in Europa, posizionati tra i quadricicli pesanti e le normali vetture sotto i 20.000 euro. Per questo motivo, Fiat punta a 15.000. Le regole, però, non sono ancora definitive: se la categoria M1E non fosse pronta in tempo, la Pandina verrebbe omologata come una normale M1.
