Motom Daina Matic

Nel 1945 in Milano iniziava a muovere i primi passi in campo motoristico la Motom, diretta discendente della famiglia di imprenditori tessili De Angeli-Frua. Questi imprenditori erano già molto conosciuti in campo tessile ed investirono le loro risorse nella produzione e commercializzazione di veicoli economici, moto e ciclomotori dei quali il mercato italiano faceva sempre più richiesta. Il primo modello in assoluto, il Motomic venne presentato nel lontano 1947 al Salone di Ginevra. La Motom scelse questo nome quale connubbio tra due parole: la parola “moto” e la parola “atomica”. Il mezzo era dotato di un motore da 48 cm3 a 4 tempi che sviluppava una potenza di 1,4 cv. L’innovazione stava perlopiù nel telaio: un monoscocca con due gusci in lamiera stampata tutti saldati insieme. Nel 1965 fece la sua apparizione il primo ciclomotore della casa lombarda, il Nova. Caratterizzato da linee semplici e pulite, il Motom Nova si apprestava a divenire un cult tra i giovani degli anni ’70. Il telaio monotrave aperto a formare una U, il motore monocilindrico da 48 cm3, le grandi ruote lo proiettavano già nel panorama dei ciclomotori di successo. Visto il buon consenso raggiunto dal Motom Nova, la casa lombarda decise di aggiornare e migliorare il suo ciclomotore immettendo in produzione il nuovo Motom Daina ed il Motom Daina Matic, entrambi presentati nel 1967.

Qual’era la differenza tra il Motom Daina ed il Motom Daina Matic?

La differenza sostanziale tra i due era che nel ciclomotore Motom Daina Matic era stato previsto un “aiuto” per affrontare in disinvoltura le salite e cioè il “variatore di velocità” posto sul lato sinistro. Tralasciando questo “dettaglio” non da poco, possiamo concludere che i due ciclomotori erano uguali. Per loro venne utilizzata una frizione automatica a masse centrifughe espansibili ed equipaggiati con un motore da 48 cm3 monocilindrico raffreddato ad aria che riusciva a far raggiungere ai Motom la velocità max di 40 km/h erogando una potenza di 1,5 cavalli. La trasmissione primaria a cinghia trapezoidale e secondaria a catena ne garantivano un buon confort di marcia. Il cambio era a pulegge a gola variabile ed il telaio un monotrave aperto in lamiera stampata. La forcella telescopica anteriore ed il forcellone posteriore oscillante con ammortizzatori telescopici riuscivano ad attutire bene le asperità della strada. Il Motom Daina (ed il Matic) avevano cerchi in acciaio da 16 pollici , una lunghezza di 1650 millimetri ed un peso a secco di 46 kg. L’avviamento era a pedali, favorito dalla presenza della leva di compressione posizionata sul manubrio. Inoltre, come era prassi per i ciclomotori dell’epoca, si poteva escludere la trazione a motore utilizzando i soli pedali per far muovere il ciclomotore.

 

Prezzo di vendita Motom Daina Matic nel 1967: n.p.

Quotazione attuale del Motom Daina Matic: 500 €

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