Una nuova Alfa Romeo Spider potrebbe recuperare le proporzioni classiche delle sportive scoperte senza diventare una riedizione della Duetto. Bruno Callegarin sviluppa questa idea attorno a un cofano allungato, dietro il quale l’abitacolo arretra verso l’asse posteriore, rafforzando l’impostazione di una moderna roadster a due posti.

La vettura appare bassa e larga, con superfici tese che accompagnano lo sguardo dallo Scudetto fino alla coda corta. I gruppi ottici sottili rendono il frontale più affilato, mentre le aperture inferiori ne accentuano il carattere sportivo. Lungo la fiancata, le proporzioni rimangono quelle di una scoperta classica, ma il trattamento della carrozzeria richiama il linguaggio delle auto ad alte prestazioni.
La scelta di sviluppare un’identità autonoma distingue questa interpretazione dai progetti che aggiornano le forme della Duetto. Una Spider contemporanea potrebbe infatti richiamare l’eleganza e il piacere di guida delle Alfa Romeo storiche senza riprenderne letteralmente il disegno della carrozzeria.

La tradizione delle scoperte del Biscione iniziò prima della Duetto. La Giulietta Spider firmata Pininfarina debuttò nel 1955 e contribuì alla diffusione del marchio, soprattutto negli Stati Uniti. Nel 1966 arrivò la 1600 Spider, poi conosciuta come Duetto, che attraversò quattro serie e rimase in produzione fino al 1994.
Alfa Romeo tornò poi nella categoria con la Spider derivata dalla GTV e, nel 2006, con quella sviluppata insieme alla Brera. La 4C Spider seguì invece una concezione più estrema, adottando il motore centrale e contenendo il peso attraverso una struttura in fibra di carbonio.

Il piano FaSTLAne 2030 concentra le risorse su modelli destinati a volumi maggiori. Il marchio aggiornerà la Junior e amplierà la gamma con un C-SUV su piattaforma STLA Medium, seguito da una compatta basata sulla STLA One. Questa interpretazione mostra quale direzione stilistica potrebbe assumere una Spider qualora Alfa Romeo decidesse di riportare una roadster nella propria gamma.
