Citroën guarda al passato per costruire una nuova piccola elettrica dal forte potenziale commerciale. Dopo il successo delle compatte dal sapore nostalgico, come Renault 4 e Renault 5, il marchio francese ha deciso di raccogliere il segnale del mercato e lavorare a una reinterpretazione moderna della storica 2CV. L’obiettivo dichiarato è creare un’auto elettrica accessibile, compatta e pensata soprattutto per giovani e utilizzo urbano.
Citroën 2CV, il ritorno elettrico che punta su prezzo basso e semplicità
La futura Citroën 2CV dovrebbe avere una lunghezza inferiore a 4,20 metri, dimensioni vicine a quelle dell’attuale ë-C3. Una misura che la collocherebbe nel cuore del segmento delle piccole elettriche, dove il prezzo resta uno degli elementi decisivi. Xavier Chardon, CEO di Citroën, riconosce che la nostalgia può aiutare, ma chiarisce il punto centrale: ciò che funziona davvero è la possibilità di offrire un prodotto economicamente accessibile.
Il progetto non nasce quindi attorno al design rétro fine a se stesso. Pierre Leclercq, responsabile del design del marchio, punta a un approccio più concreto: prendere ispirazione dalla 2CV originale, senza limitarsi a copiarne le forme. L’eredità del modello storico diventa così un punto di partenza, non il contenuto principale. Al centro ci sono semplicità, leggerezza, prezzo e funzionalità.
Citroën vuole muoversi in controtendenza rispetto a un’abitudine ormai diffusa nel settore: ogni nuova generazione diventa più grande, più potente, più tecnologica e spesso più costosa. Chardon ha criticato questa logica, sottolineando la necessità di tornare a pensare in piccolo. La pressione delle auto cinesi nel mercato delle elettriche compatte impone infatti una risposta diversa dalla semplice corsa alle specifiche.
Sul piano tecnico, le informazioni restano ancora limitate. L’autonomia non è stata comunicata e Chardon ha escluso, con ironia, l’idea di coprire Parigi-Marsiglia con una sola carica. Niente ibrido e niente range extender, almeno per ora. La velocità massima dovrebbe essere di 130 km/h, un valore che conferma la vocazione della vettura: seconda auto di famiglia o prima auto per giovani, ideale per la città e gli spostamenti quotidiani.

La produzione sarà interamente europea, con il 70% dei componenti proveniente dal Vecchio Continente. Un dettaglio importante in vista delle future normative UE. Al progetto parteciperà anche Fiat, coinvolta nello sviluppo della nuova piattaforma comune. Sullo sfondo resta l’ipotesi di una nuova Panda.
