La Citroën Dyane non è la 2CV. Non lo era nel 1967, non lo sarebbe oggi. Mike G. dello studio mike.g.concepts ha deciso di ignorare il solito filone nostalgico della 2CV elettrica e di puntare su un nome meno celebrato ma non per questo meno interessante, appunto la Dyane. Il risultato reimmagina il modello in chiave contemporanea, senza snaturarne l’identità e senza trasformarlo nell’ennesimo crossover compatto.
Se Citroën decidesse davvero di riportare in vita la 2CV come city car elettrica e accessibile, la Dyane potrebbe occupare uno spazio leggermente diverso: più versatile, più rifinita, un gradino sopra nel comfort e nella cura dei dettagli.

Uno schema già visto, tra l’altro. Il modello originale, prodotto dal 1967 al 1983, condivideva con la 2CV la meccanica di base e il tetto in tela, ma cercava di essere più moderna e più funzionale nell’uso quotidiano. Il portellone posteriore la rendeva più pratica. E Citroën la lanciò esplicitamente per rispondere alla Renault 4, che in quegli anni stava ritagliandosi una fetta consistente del mercato europeo.
Il render di Mike G. non tradisce questa logica. Le proporzioni sono compatte e semplici, le superfici morbide, i volumi leggibili. Nessun tentativo di gonfiare la carrozzeria per inseguire un’aria da SUV che non le appartiene: è una scelta che si nota, perché non è affatto scontata.

Gli elementi di modernità ci sono, vedi telecamere al posto degli specchietti, maniglie a scomparsa, ottiche full LED, ma non si sovrappongono all’identità del progetto. L’abitacolo segue una linea minimalista che punta alla raffinatezza senza cadere nel lusso posticcio.

In un segmento asfissiato da crossover intercambiabili, una berlina compatta con portellone, una firma stilistica riconoscibile e un posizionamento chiaro avrebbe ancora senso.
Il progetto resta indipendente, non ufficiale, senza alcun legame con Citroën. Mette in scena uno scenario credibile: una gamma entry-level con due anime distinte, dove la 2CV fa il modello popolare e la Dyane si ritaglia il ruolo della scelta un po’ più personale, un po’ come faceva già cinquant’anni fa.
