Citroën e Stellantis, a quanto pare, scelgono le parole con cura. Parlano di progetto europeo, di piattaforma collaborativa, di mobilità semplice e accessibile. Tutto condivisibile, però, costruito attorno a un dettaglio che in Francia non è passato inosservato: la nuova 2CV rischia di essere francese soltanto nel nome e nel design.
Il resto, stando alle indiscrezioni più recenti, arriva da altrove. La tecnologia dalla Cina, la produzione dall’Italia. Più precisamente, la base tecnica sarebbe derivata dalla piattaforma di Leapmotor, il partner cinese di Stellantis, con ogni probabilità una versione rivista della T03.

Il gruppo non lo conferma, si limita a parlare di “base tecnica condivisa”, che è un modo elegante per non dire nulla. L’ipotesi è ormai la più solida sul tavolo, e la logica la supporta: Stellantis non dispone oggi di una piattaforma interna adeguata a una city car elettrica così compatta e così economica.
Sulla produzione della 2CV, invece, la destinazione sembra tracciata, si tratterebbe di Pomigliano d’Arco. Lo stesso polo dove il gruppo intende concentrare parte dell’offensiva sulle piccole elettriche, Fiat inclusa. Per l’Italia è una buona notizia, per la Francia è un’altra storia. Che il simbolo dell’automobile popolare francese per eccellenza torni in vita con telaio cinese e catena di montaggio campana non è esattamente il copione che molti avrebbero scritto. Sarebbe questo il progetto industriale più pratico nel 2026.

Il progetto dovrebbe mostrarsi al Salone di Parigi sotto forma di concept, con il lancio commerciale atteso entro due anni. Le misure restano nel perimetro urbano: circa 3,50 metri di lunghezza, meno dell’attuale C3, e un prezzo obiettivo sotto i 15.000 euro. Una soglia psicologica precisa, pensata per occupare lo spazio lasciato vuoto dalla C1.
La propulsione sarà elettrica pura. L’ipotesi ibrida era stata valutata, cara soprattutto a Fiat, ma su una microcar l’elettrico vince su tutti i fronti: ingombri ridotti, abitacolo più sfruttabile, compatibilità con le normative europee sui veicoli a zero emissioni. La nuova 2CV avrà il compito di riportare Citroën nel cuore del mercato popolare. Se ci riuscirà con un’anima davvero europea o con una maschera francese su un telaio di Shenzhen, non è dato saperlo con precisione al momento.
