Dacia prepara il rilancio della sua elettrica più accessibile. Dopo mesi di silenzi, prove, aggiornamenti e stop agli ordini in Italia, la casa del Gruppo Renault ha confermato che la nuova Dacia Spring è in arrivo. Una notizia attesa, perché il modello aveva lasciato un vuoto evidente nel mercato delle elettriche economiche.
Nuova Dacia Spring: Dacia prepara il ritorno della sua citycar elettrica più popolare
La fine del 2025 e l’inizio del 2026 sono stati tutt’altro che lineari per la piccola citycar a batteria. Prima il marchio ha introdotto e fatto provare l’aggiornamento da 100 CV, poi, lo scorso febbraio, ha chiuso gli ordini nel nostro Paese. Una decisione che aveva alimentato dubbi sul futuro del modello, ma che ora trova una spiegazione: la seconda generazione è pronta a entrare in scena.
Il peso commerciale dell’auto non è secondario. Dal lancio, la Dacia Spring ha venduto quasi 210.000 unità in Europa, diventando per molti automobilisti un punto di accesso concreto alla mobilità elettrica. Non era l’auto più sofisticata, né la più tecnologica, ma offriva una formula semplice: prezzo contenuto, dimensioni compatte, costi di gestione ridotti e una funzionalità quotidiana immediata.
Negli ultimi anni, però, lo scenario è cambiato. La concorrenza nel segmento delle elettriche urbane è diventata più aggressiva e anche all’interno del Gruppo Renault sono arrivati modelli capaci di alzare il livello, come la nuova Renault Twingo. Per Dacia, dunque, aggiornare profondamente la Spring non era più una scelta rinviabile.
Le prime informazioni ufficiali restano poche, ma significative. La nuova Dacia Spring sarà ancora 100% elettrica e promette “quattro posti reali e un vero bagagliaio”, due elementi fondamentali per mantenerne la vocazione pratica. Il marchio la definisce un veicolo elettrico accessibile a tutti, confermando la volontà di presidiare una fascia di mercato sempre più strategica.

Ora resta da capire prezzo, autonomia, tempi di arrivo e contenuti tecnici. Ma una cosa è chiara: la Spring è pronta a tornare. E questa volta dovrà convincere più di prima, per restare competitiva in Europa.
