Dacia Evader, perché quella di Renault è una sfida contro se stessa

Dacia sta per lanciare una nuova city car elettrica basata sulla Twingo E-Tech, con produzione slovena e prezzo attorno ai 18.000 euro.
dacia evader

Settembre si avvicina e Dacia ha già le carte sul tavolo. Le foto spia della Evader pubblicate recentemente da Autoweek mostrano un prototipo pesantemente camuffato, ma non abbastanza da nascondere l’evidenza. La nuova city car elettrica rumena è, nella sostanza, una Renault Twingo E-Tech con un altro vestito. L’intera sezione centrale della carrozzeria è condivisa, pannelli apribili compresi. Il marchio di Bucarest non reinventa la ruota, la ricicla, e lo fa con una precisione.

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dacia evader render

Le differenze ci sono, ma si giocano sui dettagli. Davanti, la striscia luminosa orizzontale prende il posto dei fari rotondi della Twingo, dietro, i fanali migrano più in alto e spariscono alcuni elementi decorativi. Di profilo, il cofano si appiattisce rispetto alla curvatura della cugina francese, avvicinando la silhouette a quella di un piccolo crossover.

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Dacia parla apertamente di influenze stilistiche dalla Duster, un riferimento che vale quanto uno scudo. Il finto finestrino posteriore sul montante a C completa il quadro. Minima spesa, massima distinzione percepita.

dacia fronte

La produzione è prevista nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, la stessa linea che assemblerà la Twingo. Una scelta che è logistica e che significa che la localizzazione europea porterà con sé agevolazioni fiscali che si traducono direttamente sul prezzo finale.

Il prezzo, qui, è il vero protagonista della storia. Dacia punta a 18.000 euro. La cifra rappresenta quasi 2.000 euro in meno rispetto alla Twingo E-Tech di partenza, ottenuti eliminando dotazioni, semplificando paraurti e fari, e ottimizzando i costi di produzione con quella spietatezza pragmatica che il marchio ha trasformato in filosofia aziendale. Il modello non sostituirà la Spring, ma si affiancherà a lei, puntando a colmare lo spazio tra la microcar low-cost e la city car premium del gruppo.

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La domanda che nessuno in casa Renault sembra voler rispondere ad alta voce rimane lì. Quando due modelli della stessa famiglia si fronteggiano sullo stesso scaffale con un gap di prezzo così ridotto, chi ci guadagna?