Dacia vuole fare la grande: con la nuova Striker ci riesce davvero

Dacia Striker debutta nel 2026: la station wagon da 4,62 metri sfida il mercato con motori GPL, ibridi e un prezzo sotto i 25.000 euro.
Dacia Striker Dacia Striker

Mentre l’intera industria auto insegue SUV fotocopia dai listini lunari e dalle dimensioni ipertrofiche, Dacia decide di giocare l’ennesimo asso pigliatutto. Si chiama Striker ed è la risposta a un mercato che ha deciso, con arroganza, di abbandonare le station wagon.

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Mentre i grandi costruttori lasciano praterie libere in questo segmento, il brand rumeno si infila in quella breccia con precisione, proponendo una familiare “vecchia scuola” che non ha paura di sporcarsi le ruote, grazie a un assetto leggermente rialzato che strizza l’occhio a chi vuole la sostanza senza il peso di un “castello” su quattro ruote.

Dacia Striker
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Esteticamente la Striker è, senza troppi giri di parole, una Bigster che ha deciso di allungarsi e schiacciarsi per amore del volume di carico. Con i suoi 4,62 metri di lunghezza, si laurea ufficialmente come la Dacia più imponente mai prodotta, un dato che dovrebbe far riflettere chi pensa ancora che questo marchio sia solo “quello delle auto piccole e spartane”.

Il design non urla al miracolo. Il frontale è quello massiccio già visto sulla gamma recente, ma è la silhouette filante a fare la differenza, accompagnata da una nuova firma luminosa e da quei gruppi ottici posteriori a T che cercano di dare un tono moderno a una struttura pensata per durare.

Dacia Striker

Sotto il cofano della Striker non troviamo sogni elettrici, ma ciò che serve a chi l’auto la usa davvero per macinare chilometri. La gamma ricalcherà quella della Bigster, offrendo il tanto caro bifuel benzina e GPL da 140 CV, la vera ancora di salvezza per i portafogli italiani, affiancato dall’ormai immancabile 1.2 mild hybrid e dal più evoluto 1.8 full hybrid da 155 CV. C’è persino spazio per la trazione integrale, un lusso che molti competitor hanno ormai cancellato dai listini.

Dacia Striker
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Dentro, aspettatevi la solita razionalità con plastiche pensate per resistere all’usura, uno schermo centrale da 10 pollici e tanta, tantissima sostanza. Con un prezzo d’attacco promesso sotto i 25.000 euro, la Striker si prepara a essere l’ennesimo schiaffo a un’Europa dell’auto che si è dimenticata della classe media. L’appuntamento ufficiale è per giugno 2026.