C’è un appuntamento segnato in rosso nel calendario di Dacia, il 2028. Quell’anno la Sandero, l’auto che ha ridefinito il concetto di accessibilità nel mercato europeo, farà il salto che nessuno avrebbe immaginato solo qualche anno fa. La quarta generazione del modello più venduto del marchio rumeno porterà in gamma, per la prima volta nella sua storia, una variante completamente elettrica.
Non si tratta di una conversione totale. Dacia non ha alcuna intenzione di abbandonare i motori a benzina e le unità Eco-G, il binomio benzina/GPL che ha fatto la fortuna del marchio. Arriverà anche un’opzione ibrida. Ma la vera novità, quella che sposta gli equilibri, è proprio questa: la Sandero elettrica esiste, è in sviluppo, e arriverà. Inevitabile chiedersi che fine farà l’accessibilità, potremmo dire, “iconica” del modello.

La base tecnica scelta dice molto sulla filosofia con cui Dacia affronta questa transizione. Il marchio si affiderà alla piattaforma RGMP Small, evoluzione dell’attuale CMF-B, già collaudata su Sandero, Jogger e Duster. Una scelta conservativa nel senso migliore del termine: nessuna architettura nativa elettrica all’avanguardia, nessun salto nel buio tecnologico.
La piattaforma può ospitare powertrain termici, ibridi ed elettrici, riducendo i costi di sviluppo e il prezzo finale al cliente. Il compromesso, però, c’è: il posizionamento della batteria non sarà ottimale, e l’autonomia potrebbe risentirne. Chi si aspetta numeri da berlina premium farà bene ad aggiustare le aspettative. E giustamente, diremmo.

Rimane aperta la questione che tiene svegli i vertici di Dacia: quanto costerà? L’accessibilità non è un optional per questo marchio, è la sua ragione d’esistere. Le auto elettriche, tuttavia, restano strutturalmente più costose rispetto alle equivalenti termiche, e nessuna piattaforma condivisa risolve per magia questa equazione. Il piano “FutuREady” di Renault Group traccia la direzione, ma non scopre le carte sui prezzi.
Quel che è certo è che la domanda di city car elettriche in Europa è in crescita, e uno spazio per una Sandero in salsa elettrica a prezzo contenuto esiste. Se Dacia riuscirà davvero a occuparlo senza tradire la sua identità, il 2028 potrebbe essere un ennesimo anno di successo per il modello.
