Stellantis prepara un rilancio della Fiat 500 elettrica in due fasi, con un aggiornamento previsto per il 2027 e una nuova generazione attesa tra il 2029 e il 2030. A spingere il gruppo verso questa strategia è soprattutto la questione del prezzo, diventata sempre più urgente dopo la riduzione o l’eliminazione degli incentivi in vari Paesi europei, che ha reso il posizionamento della city car elettrica sempre meno sostenibile in un segmento dove l’equilibrio tra contenuto tecnologico e accessibilità rimane decisivo.

La prima fase, attesa per il 2027, prevede un aggiornamento del modello che potrebbe ruotare attorno all’introduzione di nuove batterie sviluppate internamente al gruppo. A indicarlo è stato Ferdinando Uliano, segretario generale della FIM CISL, fornendo così un contorno più definito all’investimento da 100 milioni di euro che Stellantis aveva annunciato a inizio 2025 senza precisarne i contenuti. L’adozione di celle LFP, meno costose rispetto a quelle attualmente in uso, consentirebbe a Fiat di abbassare sensibilmente i costi di produzione e di ricollocare la 500e in una fascia più coerente con le condizioni reali della domanda europea.
Mirafiori rimane il perno produttivo dell’intera operazione, ora impegnata anche sulla versione ibrida per sostenere i volumi e garantire continuità allo stabilimento torinese, in attesa che la 500e aggiornata dimostri di reggere una proposta commerciale più solida.

La seconda fase dovrebbe collocarsi tra il 2029 e il 2030, quando potrebbe debuttare una Fiat 500 di nuova generazione. Non si tratterebbe di un restyling del progetto nato nel 2020 ma di una vettura ripensata dalle fondamenta, con piattaforma condivisa con la futura Fiat Pandina, sviluppata in un contesto europeo che nel frattempo potrebbe diventare progressivamente più favorevole alle piccole elettriche prodotte nel continente, anche alla luce delle politiche tariffarie nei confronti delle importazioni cinesi e del consolidamento delle normative sulle emissioni.
